Dagli scarti di lavorazione un albero di Natale speciale contro lo spreco

Alessandro Rosetti è un artigiano poliedrico ravennate, cresciuto nei cantieri edili del territorio; ha accumulato una vasta esperienza nella ristrutturazione e nella gestione dei materiali ed è in grado di plasmarli in forme e oggetti nuovi, reinventandoli

E’ stato inaugurato lunedì in piazza Marconi a Bagnara un albero di Natale “speciale”, interamente costruito con materiali di recupero. L’inedita iniziativa, chiamata “Recuperiamo il Natale”, è nata la prima settimana di dicembre dall’idea di Alessandro Rosetti, Giada Gambi e altri cittadini bagnaresi, incentivati dalla volontà di contribuire a sensibilizzare i propri compaesani su temi sociali e ambientali.

“Quest'anno, stimolati da diverse situazioni contingenti, abbiamo colto l'opportunità di rivisitare una delle tradizioni più classiche delle festività, l'abete classico addobbato, portando un messaggio speciale - spiega il Sindaco Riccardo Francone -. L’albero bagnarese è infatti realizzato interamente con materiali di scarto quali legno, vecchi cavi elettrici, fil di ferro e plastica”.

Il progetto - prosegue Alessandro Rosetti - intende manifestare il disagio che questa crisi economica sta portando nel cuore di tutti e il bisogno di ridimensionare il nostro stile di vita, ritornando a una sapienza artigianale e a una dimensione più umana e sostenibile. Nonostante il Natale venga caricato di molti significati e usanze consumistiche, ha un significato principalmente religioso e ci ricorda l’importanza di rispettare il prossimo, i nostri luoghi, la nostra casa e i nostri cari. Realizzare questa struttura all’interno della piazza di Bagnara è una occasione per ricordare anche quanto la cultura agricola porta e ha portato valore al nostro territorio, cultura che va valorizzata e tesorizzata per le generazioni future”.

Alessandro è un artigiano poliedrico ravennate, cresciuto nei cantieri edili del territorio; ha accumulato una vasta esperienza nella ristrutturazione e nella gestione dei materiali ed è in grado di plasmarli in forme e oggetti nuovi, reinventandoli. Giada è una giovane ingegnere edile, cresciuta anche lei in cantiere grazie al babbo e alla sorella; si occupa di progetti di riqualificazione edilizia e territoriale, ponendo grande attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità ambientale ed economica.

Tutti i materiali sono stati rielaborati con cura in modo da creare una struttura che non presenti problemi di sicurezza e di montaggio quali tiranti, plinti e oggetti contundenti. L’illuminazione, a led, è rigorosamente a basso consumo, ed è stata offerta Daniele Graziani di Essat. Gli addobbi sono stati invece realizzate dalle dade, dai bimbi e dalle mamme della scuola materna San Giuseppe.

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