Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Cervia

Alberto Missiroli, il medico che lottò contro la peste e la malaria

A lui fu affidata la direzione della Stazione sperimentale per la lotta antimalarica, che in breve tempo divenne famosa in campo mondiale

È stata un successo la giornata di studio dedicata ad Alberto Missiroli (nato a Castiglione di Cervia nel 1883 e morto a Roma nel 1951), medico e scienziato, pioniere dell’igiene e sanità pubblica in Italia e protagonista della lotta alla malaria in Italia e nel mondo. L’evento si è svolto sabato 14 dalle 9 alle 13,30 nella sala del Consiglio Comunale del Comune di Cervia ed apre prospettive non solo di pubblicazione degli atti del convegno e di pubblicazione di documenti ed immagini interessanti dal punto di vista storico, ma anche di nuove iniziative da realizzare nell’immediato futuro. L’iniziativa è partita dal ricordo del 65esimo anniversario dell’inaugurazione della lapide dedicata ad Alberto Missiroli, collocata nell’atrio di ingresso del Comune di Cervia. L’inaugurazione fu legata ad un ampio programma di iniziative rievocative a cura di un Comitato Promotore di cui era Presidente l’allora Sindaco di Cervia Gino Pilandri, che vide il concorso unanime di tutte le componenti sociali e politiche cervesi, in un periodo, quello del secondo dopoguerra, che pure era caratterizzato da aspre divisioni ideologiche. L’evento vide la partecipazione di Università nelle quali Alberto Missiroli aveva insegnato (Bologna, Siena, Roma), di associazioni mediche,  di personalità del mondo della cultura romagnola, tra le quali quelle di Umberto Foschi ed Aldo Spallicci. L’iniziativa  del 14 ottobre scorso partiva quindi dalla curiosità di capire a quale personaggio fosse stata dedicata quella lapide marmorea, che cervesi e turisti hanno la possibilità di ammirare passeggiando sotto l’atrio di ingresso, al piano terra, del settecentesco edificio comunale di Cervia.

Alberto Missiroli nacque il 27 luglio 1883 a Castiglione di Cervia da Paolo, medico e da Teresa Natali. Nel 1908 conseguì la laurea con il massimo dei voti e la lode alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna. Nel 1909 fu nominato assistente presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università di Bologna. Nel 1910 si trasferì nell’Università di Siena, come assistente presso l’Istituto di Igiene e microbiologia, alla fine dello stesso anno, inviato in Puglia, prese parte alla lotta contro il colera. Nel 1911, in Sardegna, con una commissione del Ministero dell’Interno, organizzò il laboratorio di batteriologia di Sassari. Nel 1913 fu inviato in Libia, a Tripoli per studiare la febbre ondulante, poi a Derna, per sospetti casi di peste. Nel 1914 Missiroli fu assistente, e poi aiuto, nei laboratori della Sanità pubblica diretti da B. Gosio. Con Gosio nel 1916 organizzò un corso di igiene scolastica per i medici della Sanità pubblica e nel 1918, la Scuola di Igiene rurale e di profilassi antimalarica di Nettuno per medici e infermieri. Nel 1924 diresse, con Lewis Hackett, della Rockefeller Foundation, la campagna sperimentale antimalarica. A Missiroli fu affidata la direzione del nuovo ente alla lotta contro la malaria in Italia, la Stazione sperimentale per la lotta antimalarica, che in breve tempo divenne famosa in campo mondiale. Dal 1935 la Stazione sperimentale confluì nell’Istituto Superiore di Sanità e Missiroli assunse la direzione del laboratorio di malariologia. L’arma vincente di Missiroli contro la zanzara fu un insetticida introdotto in Italia dall’esercito statunitense, il DDT. Ottenne dalla United Nation Relief and Rehabilitation Administration (Unrra) la quantità necessaria per la campagna sperimentale antizanzara. Mise a punto un piano quinquennale per la disinfestazione delle zone colpite ed estirpare la malaria in tutta Italia, approvato dall’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità (Acis) e finanziato nel 1946 dall’Unra. Fu membro di numerose società scientifiche italiane e straniere e della commissione per gli studi della malaria della Società delle Nazioni, morì a Roma il 18 luglio 1951.

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