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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Lugo

All'hospice di Lugo i nuovi pannelli dell'artista: "L'ho dipinta come avrei voluto fosse la stanza in cui ho dato l'addio a mio padre"

Sono stati ufficialmente inaugurati i nuovi pannelli dell’artista e arteterapeuta Rita Mangano, che andranno ad abbellire la struttura lughese deputata a somministrare le cure palliative ai pazienti che affrontano le fasi più critiche di un percorso di malattia

Mercoledì sono stati ufficialmente inaugurati presso l’Hospice “Benedetta Corelli Grappadelli” di Lugo i nuovi pannelli dell’artista e arteterapeuta Rita Mangano, che andranno ad abbellire la struttura lughese deputata a somministrare le cure palliative ai pazienti che affrontano le fasi più critiche di un percorso di malattia. Il progetto, reso possibile grazie alla collaborazione tra Istituto Oncologico Romagnolo e Bcc Ravennate, Forlivese ed Imolese, rappresenta un ulteriore passo avanti verso una sempre maggiore umanizzazione delle terapie e dei luoghi di cura: un aspetto fondamentale proprio soprattutto per quelle facilities che si occupano dei trattamenti che garantiscono sollievo e dignità nel fine vita.

In particolare, nel caso dell’Hospice presente all’interno dell’Ospedale “Umberto I”, i pannelli andranno ad impreziosire un ambiente molto particolare: la “Stanza del Silenzio”, luogo pensato affinché gli ospiti, i loro famigliari ma anche medici, infermieri ed operatori possano godere di attimi di pace, tranquillità, serenità e spiritualità. Al loro interno i dipinti realizzati a mano con colori acrilici da Rita Mangano, artista ed arteterapeuta attiva da 40 anni nei reparti con progetti di umanizzazione di ospedali come, tra gli altri, l’Istituto Tumori di Milano, il “Niguarda” del medesimo capoluogo lombardo o il “Maggiore” di Bologna.

"Con queste opere aggiungiamo un ulteriore tassello alla bellezza dell’Hospice di Lugo, a cui Rita aveva già contribuito al momento dell’apertura della struttura nel 2008-2009 – ha spiegato nel corso della cerimonia Luigi Montanari, Direttore della Struttura Semplice Dipartimentale di Cure Palliative del territorio di Ravenna – un posto bello contribuisce a far sentire i pazienti, i suoi famigliari ma anche gli operatori stessi più accolti, affinché possano affrontare le difficoltà cui vanno incontro con maggiore serenità. Questo progetto è la dimostrazione del fatto che quando si creano sinergie e ci sono degli obiettivi condivisi tra servizio pubblico, le associazioni di volontariato come lo Ior e i suoi partner, come in questo caso la Bcc Ravennate, Forlivese ed Imolese, si possono realizzare cose molto interessanti di cui tutto il territorio può beneficiare. Riteniamo importante che la bellezza entri a far parte della cura della persona, per servizi sempre migliori e più legati alla sfera dell’essere umano con tutti i suoi bisogni, speranze e desideri".

"Spesso diciamo che il tumore è una patologia che colpisce l’intero sistema famiglia di chi riceve una diagnosi di cancro, ripercuotendosi anche sull’esistenza dei suoi affetti – afferma Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale Ior – ebbene questo è ancora più vero per quelle persone per cui la guarigione non è più un obiettivo perseguibile. È importante dunque mettere nelle condizioni migliori i pazienti e i suoi cari di vivere momenti di spiritualità, di introspezione e di riflessione in ambienti consoni e adatti allo scopo. L’arte è sicuramente uno dei medium principali attraverso cui l’essere umano si mette in diretto contatto con la sua dimensione interiore più profonda: per questo siamo grati a Rita Mangano per lo sforzo profuso nella realizzazione di questi pannelli. Lo Ior, grazie anche alle voci di quei volontari che prestano la propria opera al fianco di chi soffre, sanno quanto sia importante che gli ospedali e le strutture del territorio offrano spazi belli e accoglienti alle persone che vi si recano, soprattutto per tornare ad accogliere il malato in corsia dopo un periodo come quello della pandemia dove è stato al contrario tenuto lontano per questioni di sicurezza: non rappresenta un valore aggiunto di tipo medico, ma umanamente fa una grande differenza".

Durante la cerimonia è stata la stessa Rita Mangano a spiegare il senso delle sue opere: "Ho privilegiato il colore oro perché aiuta l’individuo che lo osserva a ricentrarsi, aiuta a donare uno sguardo verticale nei confronti della spiritualità e ha un effetto antidepressivo. I soggetti ritraggono fiori e piante realizzati con colori pastello saturi: ritengo che non ci sia cosa che contribuisca alla serenità come la sensazione di immergersi in un contesto naturale nel pieno di una stagione primaverile o estiva, pur essendo all’interno delle mura di un Hospice. Questo lavoro ha avuto un significato ancor più profondo a livello personale: nel settembre scorso ho perso mio padre proprio all’interno di una struttura come questa. Quando è stato il momento di dargli il definitivo saluto mi sono trovata in una stanza che mi ha dato cattive sensazioni e che ha contribuito ad aggiungere disagio ad un momento già particolarmente difficile. Solo due giorni dopo ho ricevuto la telefonata dello IOR, quindi ritengo ci sia un filo rosso molto importante tra la mia perdita e queste opere. È stato bello aver avuto la possibilità di realizzare quello che avrei voluto vedere all’interno della stanza in cui ho dato l’addio a mio padre. Ho utilizzato pannelli che ricordassero quelli che si trovano nei luoghi di culto, per un’immersione nella spiritualità senza preclusioni di religione di chi vorrà trovare all’interno della stanza un po’ di pace".

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