Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Alla Mordani si ricorda l'ex alunno morto ad Auschwitz con un messaggio di Liliana Segre

Grazie ai compagni di classe, oggi novantenni, che scoprirono casualmente una lapide che ne declinava il triste destino, è stata ricostruita la sua vicenda di alunno ebreo frequentante la scuola Mordani

In occasione delle celebrazioni legate al Giorno della Memoria, martedì sera alla scuola primaria Filippo Mordani si è tenuto un incontro di riflessione aperto a tutti, sui temi dei diritti e della cittadinanza attiva; l’incontro è parte del progetto “Un compagno di scuola: Roberto Bachi, Auschwitz, matricola n. 167973”, nato nel 2003 per volontà dell’allora direttore didattico Giorgio Gaudenzi, di cui ricorre quest’anno il decennale della morte. Ad accompagnare le riflessioni le note del Quartetto Fauves che si è esibito con il coro di voci bianche Libere Note, diretto dalla maestra Catia Gori.

Dopo i saluti del Sindaco Michele De Pascale e della dirigente scolastica Agata Caudullo sono intervenuti i promotori del progetto Roberto Bachi: Danilo Naglia, Silvano Rosetti, e i familiari di Sergio Squarzina recentemente scomparso, i famigliari di Giorgio Gaudenzi e di Roberto Bachi. A seguire è stata letta, dall’assessora alla Cultura Elsa Signorino la testimonianza inviata dalla senatrice Liliana Segre. Tanti i ricordi e le testimonianze legate alla figura del direttore Giorgio Gaudenzi, dalle parole di Raffaele Iosa e di Antonio Patuelli, dalla documentazione visiva realizzata da Fabrizio Varesco, dalla partecipazione di tante ex docenti dell’allora II circolo da lui diretto, di dirigenti scolastici, di ex alunni della scuola Mordani con le loro famiglie, di molti concittadini. Un ricordo è stato dedicato anche alla maestra Manuela Emiliani, che tanto ha lavorato al Mordani sui temi della Memoria e dell’impegno civico, scomparsa anche lei dieci anni fa.

Storia del progetto su Roberto Bachi

Grazie ai compagni di classe, oggi novantenni, che scoprirono casualmente una lapide che ne declinava il triste destino, è stata ricostruita la sua vicenda di alunno ebreo frequentante la scuola Mordani nell’anno scolastico 1937-38, deportato ad Auschwitz e qui morto in data ignota. L’idea del progetto parte da Giorgio Gaudenzi e viene subito accolta dagli Istituti storici della Resistenza di Ravenna, Parma, della Comunità ebraica di Torino (città d’origine di Roberto), dell’Associazione d’amicizia ebraico-cristiana e della famiglia Bachi-Fubini.

Nel 2013, per onorare la memoria di Bachi, all’ingresso della scuola è stata posta la pietra d’inciampo n. 117131, in collaborazione con l’associazione Amicizia Ebraico-Cristiana della Romagna. Inoltre la triste vicenda di Roberto Bachi ha dato vita all’opera teatrale “Il viaggio di Roberto” regista Alessio Pizzech, musiche di Paolo Marzocchi,  testi Guido Barbieri, di cui sono stati protagonisti sia i suoi compagni di scuola, che gli alunni del coro Libere Note. L'opera, promosso da Ravenna Manifestazioni, ha divulgato così la sua di Roberto nei teatri di Ravenna, Parma, Modena, Reggio-Emilia, Ferrara, Firenze. Per la sua valenza educativa e umana, il progetto Roberto Bachi ha ricevuto nel 2010 la medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La lettera di Liliana Segre

"Saluto con vero piacere tutti i partecipanti a questa serata che rientra nell’ambito delle commemorazioni del Giorno della Memoria a Ravenna. So che in particolare la scuola Mordani è impegnata in un programma di lunga lena sulla memoria e sulla storia ed è una scelta lungimirante, perché la memoria non può essere solo patrimonio dei testimoni diretti o degli studiosi accademici. Particolarmente nel caso della Shoah, dello sterminio da parte dei nazisti di milioni di persone di origine ebraica, quando noi ultimi testimoni non ci saremo più non potrà restare materia per soli specialisti. La storia ha senso, può svolgere fino in fondo la sua funzione di magistra vitae, solo se diventa patrimonio condiviso, sapere diffuso, coscienza di una comunità e di un Paese. Non a caso già all’indomani della mia inaspettata nomina a senatrice a vita ho deciso di impegnarmi con una dedizione particolare proprio sui temi della scuola e della storia in particolare. Dell’insegnamento della storia, di quella contemporanea, segnatamente del ‘900, con le sue guerre mondiali, i suoi genocidi, i suoi totalitarismi. È infatti necessario che questo periodo cruciale della storia dell’umanità abbia una collocazione adeguata nei curricula e nell’ambito della più generale formazione di ragazze e ragazzi. Conoscere la storia del proprio tempo non solo evita di ricadere in certi errori ed orrori, ma apre la mente al valore autentico di termini come democrazia, pluralismo, tolleranza, accoglienza, interculturalità, solidarietà ecc. per questo è importante anche l’educazione civica, che io considero senz’altro un’educazione alla Costituzione. Perché la nostra Costituzione è esattamente un manuale di vita democratica e di convivenza civile. Anche per questo ho ritenuto importante ripristinare un esplicito tema di storia per l’esame di Stato. E la battaglia di molti su questo tema ha dato i suoi frutti, se è vero che il Ministero dell’istruzione ha dichiarato la reintroduzione del tema di storia all’esame. È un primo passo ma nella direzione giusta: dare nuova centralità alla storia nella formazione di ragazzi e ragazze, dei cittadini di domani. In Commissione Cultura del Senato abbiamo anche audito il Professor Salvatore Settis che ha ricordato, riprendendo Piero Calamandrei, come la scuola sia a tutti gli effetti “un organo ‘costituzionale’”, insieme a università, musei, centri di ricerca. La cultura è ricchezza. Ricchezza personale e morale, formazione di uomini e donne migliori, più consapevoli e democratici. Ma ricchezza anche per la Nazione, per la sua economia, per la sua immagine nel mondo. E questa ricchezza viene valorizzata proprio da attività come la vostra, che rientrano in un percorso formativo di lungo periodo di cui il Giorno della Memoria è solo un appuntamento importante. Un caro saluto a voi tutti e l’auguro del miglior successo alle vostre iniziative".

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