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Alleato contro il picco influenzale: annata positiva per il kiwi ravennate

La temuta cimice asiatica, diversamente da pero, melo e pesco, non sembra aver provocato particolari problemi alla coltivazione dell’actinidia

Il kiwi ravennate non solo gode di ottima salute, ma garantisce anche piena salute a chi lo consuma regolarmente essendo uno dei frutti invernali più ricchi di vitamina C e quindi un alleato prezioso nel contrasto dei malanni di stagione e, in particolare, del picco influenzale che in provincia, come confermato di recente dall’Ausl, è atteso nelle prossime due settimane. "Nonostante una produzione in calo di circa il 20% per via di sbalzi termici e abbondanti piogge primaverili – commenta il presidente Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte - la qualità del prodotto in commercio è ottima e l’annata è indubbiamente positiva come testimoniato da un apprezzamento generale delle produzioni da parte del mercato e dal gradimento del consumatore finale".

Anche la temuta cimice asiatica, diversamente da pero, melo e pesco, non sembra aver provocato particolari problemi alla coltivazione dell’actinidia: "Il prodotto è buono, i danni da cimice ravvisati in campo limitati - afferma Damiano Banzola, produttore di kiwi nel faentino, la zona più vocata in provincia - possiamo tranquillamente garantire che il kiwi che finisce sulla tavola del consumatore è perfetto, sicuro e di qualità". Questo, aggiunge il direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini, "anche grazie alle competenze che in tema di produzione e conservabilità hanno maturato negli anni gli operatori locali del settore lungo l’intera filiera". Non a caso, infatti, l’Italia, paese storicamente forte nella coltivazione dell’actinidia, oggi è il secondo produttore di kiwi al mondo. 

"Il kiwi sta vivendo una stagione favorevole, caratterizzata da produzioni che per consistenza, estetica e caratteristiche sensoriali-organolettiche dei frutti sono indubbiamente di livello medio-alto – aggiunge Roberto Bassi, altro storico coltivatore faentino – grazie ad una buona lotta integrata, a ripetuti controlli in campo e ad una raccolta eseguita con professionalità, il prodotto oggi sul mercato è 100% a km zero, molto valido e non presenta alcuna problematica sanitaria. Non a caso - conclude Bassi - quella del kiwi è una delle poche coltivazioni che in questa annata agraria ha dato sollievo ai frutticoltori garantendo buone prospettive di mercato".

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