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Cronaca Faenza

Grida di aiuto sui tetti, sirene incessanti, bimbi portati in salvo in braccio: la lunga notte di Faenza

Una notte infinita, di preoccupazione e di angoscia, scandita dai messaggi allarmati dei social e dalle grida di aiuto provenienti dalle strade allagate, dal rumore degli elicotteri e delle sirene incessanti, dal buio delle strade senza luce e dalle innumerevoli incognite

La lunga notte di Faenza. Una notte infinita, di preoccupazione e di angoscia, scandita dai messaggi allarmati dei social e dalle grida di aiuto provenienti dalle strade allagate, dal rumore degli elicotteri e delle sirene incessanti, dal buio delle strade senza luce e dalle innumerevoli incognite. Non solo quelle a breve termine - sul da farsi immediato, nonostante l’invito continuo a restare a casa -, ma anche i quesiti nel medio termine, con i pensieri rivolti alla pioggia incessante e alle previsioni dei prossimi giorni e, soprattutto, sul futuro.

VIDEO - "Aiutateci", "Siamo qui": le urla disperate delle persone salite sui tetti di Faenza

Il pensiero alle allerte dei giorni scorsi, alle scuole chiuse preventivamente quando il sole scaldava ancora con timidi raggi le terre di Romagna oggi martoriate dall’alluvione, dalle esondazioni dei fiumi, dalle frane e dal maltempo. E soprattutto il pensiero ai propri affetti, vicini e lontani. Incessanti sono state nella notte le catene di messaggi nelle chat cittadine di Faenza, ma anche di Ravenna, Russi, Lugo, Cotignola, Solarolo e di tutti gli altri comuni che gradualmente sono stati toccati dai drammatici eventi. Trilli di messaggi, con le linee a singhiozzo e notifiche nelle chat: quelle di emergenza, ma anche quelle delle realtà associative e dei gruppi amicali: “Come state?” “Sapete qualcosa?” “Qual è la situazione in quella specifica strada?” e via discorrendo. Più o meno le stesse domande e le stesse richieste che incessantemente venivano poste sui social.

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A Faenza, dopo l’esondazione del Marzeno, quindi del Lamone e in seguito con la rottura degli argini del fiume con il deflusso dell’acqua verso il centro città, si sono susseguite ininterrottamente le richieste d’aiuto: migliaia sono state le telefonate al 115 e ai numeri di emergenza predisposti, con le linee talora intasate e le reti dei cellulari in progressivo down. Una notte colorata di scuro nell’animo di molti anche per la sensazione di impotenza, ma anche di grande speranza grazie al lavoro sovrumano che i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e la protezione civile hanno svolto.

Carabinieri con l’acqua fino alla gola per trarre in salvo vite umane, come il piccolo bambino portato in braccio da una militare o la donna salvata insieme al suo cane sordo e portata in ambulanza. Pompieri e Croce Rossa su enormi gommoni a girare per torrenti innaturali dai nomi di stradario, e ancora paura, angoscia e disperazione nei minuti che sembravano ore, scandite da bollettini pesanti come macigni ad ogni alert: alle 15, alle 20.50, alle 21, e così via fino alle 3.48. Da Modigliana a Faenza, da Castel Bolognese a Cotignola fino al ravennate, per non parlare della Bassa Romagna, in cui le rotture degli argini hanno creato ulteriori fasi drammatiche nella prima mattinata. 

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Proprio nella mattinata il sindaco di Faenza Massimo Isola ha riassunto la lunghissima notte come "Una notte che non dimenticheremo mai".

Secondo i dati dell'osservatorio meteorologico Torricelli a Faenza centro "sono caduti 308 mm di acqua da inizio maggio.Il mese di maggio più piovoso dal 1921. Il.mese più piovoso della storia centenaria invece risale al settembre 1928 quanto i mm di acqua arrivarono a 387 e si verificò l'alluvione".

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