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Cronaca

Alluvione, lo studio della Banca d'Italia: "Peserà per 3 anni sulle imprese". Conclusi 972 interventi di somma urgenza

In regione su 5.885 interventi in somma urgenza da realizzare entro la fine dell'estate per riaprire strade interrotte da frane, ripristinare argini e golene, intervenire su canali di bonifica e edifici pubblici danneggiati dall’alluvione dello scorso maggio, 972 sono già conclusi

Su 5.885 interventi in somma urgenza da realizzare entro la fine dell'estate per riaprire strade interrotte da frane, ripristinare argini e golene, intervenire su canali di bonifica e edifici pubblici danneggiati dall’alluvione dello scorso maggio, 972 sono già conclusi (per più di 15 milioni di euro), 1.912 in svolgimento (per oltre 501 milioni di euro), 2.910 da attivare (per 1 milione 346mila euro), 91 in fase di valutazione (29 milioni circa). In ordine ai servizi pubblici, in base ad una prima ricognizione di massima - sono stati realizzati oltre 300 interventi per la gestione dei rifiuti (pari a 72 milioni di euro), e circa 50 interventi per il servizio idrico integrato (pari a 39 milioni di euro). Le imprese potenzialmente danneggiate sono 14.200 per un danno pari a 1.220.000.000 euro. Quelle agricole sono invece 12.000, per un danno pari a 1.108.000.000 euro.

È quanto contenuto nel Defr, il Documenti di programmazione economica e finanziaria, presentato oggi dall’assessore al Bilancio Paolo Calvano nel corso della commissione Bilancio presieduta da Massimiliano Pompignoli.

“L’alluvione dello scorso maggio è stato un evento di dimensioni straordinarie, di una portata mai vista nel nostro territorio, che ha comportato danni per 8,8 miliardi di euro: abbiamo rivisto le nostre priorità per poter dare risposta ai bisogni della popolazione. La reazione delle comunità locali è stata immediata tanto nell’affrontare l’emergenza, quanto nel mettere in campo la ripartenza, ma -spiega Calvano- come evidenziato da Banca d’Italia, studi condotti mostrano che le imprese insediate in Comuni colpiti da frane o alluvioni registrino un calo medio di ricavi e addetti rispettivamente del 4,2 e dell’1,9 per cento nel triennio successivo all’evento, per riassorbirne gli effetti in 4-5 anni. Le ripercussioni sulle attività produttive potrebbero quindi essere rilevanti, considerando che la zona colpita è ampia e fra le più sviluppate del Paese: questa Giunta vuole abbattere quanto più possibile i tempi di recupero accelerando la ricostruzione e creando le condizioni per una piena ripresa delle attività produttive e della vita sociale delle comunità colpite”.

Calvano ha sottolineato come "come Regione stiamo lavorando in collaborazione con il commissario Figliulo perché si arrivi quanto prima al rimborso del 100% dei danni come avvenuto nel sisma del 2012".

L’allarme per le conseguenze dell’alluvione sull’economia regionale si inseriscono in un quadro che altrimenti sarebbe roseo poiché la ripresa economica in Emilia-Romagna nel 2022 è stata più sostenuta che a livello nazionale: l’aumento del Pil dovrebbe attestarsi al 3,8% in termini reali, un decimo di punto percentuale in più rispetto alle media italiana. Nel 2023, il tasso di crescita del PIL si stima possa essere intorno all’1,1%, più alto della media nazionale. Tra gennaio e dicembre 2022, inoltre, le esportazioni dell’Emilia-Romagna hanno superato quota 70 mila milioni di euro a prezzi costanti, con un aumento in termini reali del 3,3% rispetto al 2021, e anche le previsioni sul tasso di occupazione e sul tasso di attività sono ottimistiche mentre il tasso di disoccupazione scenderebbe dal 5% nel 2022 al 4,1% nel 2025.

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