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Martedì, 3 Ottobre 2023
Cronaca

Alluvione, un mese dopo: l'acqua non c'è più, ma restano miliardi di euro di danni

È passato un mese da quel tragico 16 maggio che la Romagna non potrà mai dimenticare. "Il giorno dell'alluvione". Le immagini del Ravennate dall'alto, trasformato per giorni in un'enorme distesa d'acqua stagnante, rimarranno impresse nelle nostre memorie per sempre

È passato un mese da quel tragico 16 maggio che la Romagna non potrà mai dimenticare. "Il giorno dell'alluvione". Le immagini del Ravennate dall'alto, trasformato per giorni in un'enorme distesa d'acqua stagnante, rimarranno impresse nelle nostre memorie per sempre. "Conselice resterà allagata per almeno altri 10 giorni": come dimenticare quelle parole, pronunciate con voce spezzata dalla sindaca Paola Pula, che in quel momento per i tanti abitanti bloccati ai primi piani delle abitazioni suonavano come una sentenza di morte?

Questa tragedia ha portato via per sempre 14 persone, la metà delle quali nella nostra provincia. Il 79enne Giordano Feletti. Il 73enne Delio Foschini e la moglie 71enne Dorotea Dalle Fabbriche. L'89enne Giovanni Sella. Il 75enne Giamberto Pavani. Il 68enne Fiorenzo Sangiorgi, trovato dopo una settimana. La 92enne Neride Pollini. Ma anche l'86enne Remo Bianconcini, morto nella "prima ondata" di maltempo, quella del 2 maggio. Morti per i quali la Procura di Ravenna ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di disatro colposo a carico di ignoti.

Il conto salato dell'alluvione: 8,8 miliardi di danni

Ma non solo: l'alluvione ha lasciato dietro di sé una scia di danni che, a 30 giorni di distanza, è ancora difficilissima da quantificare con esattezza. La prima stima - ma la cifra è destinata ad aumentare - è spaventosa: si parla di 8,8 miliardi di euro di danni. Quasi la metà dei danni riguarda fiumi, strade e infrastrutture pubbliche: oltre 4,3 miliardi di euro. Di questi, 1,8 miliardi riguardano gli interventi per fare fronte all’emergenza - riparare gli argini, i reticoli e le strade prima dell’autunno - molti dei quali già partiti in queste settimane (oltre 6.300 quelli previsti o già in cantiere)  e 2,4 miliardi per ulteriori 3.145 interventi di ripristino dei danni.

In particolari i paesi sull'Appennino, come Brisighella o Casola Valsenio, hanno riportato danni pesantissimi causati dalle frane, con ancora oggi case e aziende completamente isolate. Situazione gravissima anche a Faenza, dove l'alluvione ha coinvolto 6000 famiglie, e a Fornace Zarattini, alle porte di Ravenna, dove l'acqua è rimasta stagnante nelle case fino a fine maggio. E anche oggi l'acqua continua a fare paura, con la pioggia che a più riprese nei giorni scorsi è caduta abbondante facendo pressione sulla rete fognaria già stremata. Ma la Romagna non si arrende e, dopo essersi rimboccata le maniche, anche nei paesi più colpiti dal maltempo - come Sant'Agata sul Santerno - le attività iniziano a riaprire dopo un lungo lavoro di pulizia e ricostruzione.

Danni a privati e imprese

Oltre a quelli alle infrastrutture, i danneggiamenti ai privati registrano una prima stima di 2,1 miliardi. Sono oltre 70.300 gli edifici certamente coinvolti dal maltempo (di cui 1.890 da frane). Un conteggio ancora provvisorio, dato che è ancora in corso il perfezionamento delle analisi dei tiranti idraulici delle aree allagate.

Per quanto riguarda le imprese, quelle potenzialmente danneggiate sono 14.200 per un totale di 1,2 miliardi di euro (una stima anche questa che sarà perfezionata non appena verrà ultimato il conteggio dei danni delle aziende presenti sui territori collinari e montani). Una somma che non contempla tuttavia né il ripristino delle scorte né la perdita di fatturato correlata all’evento.

Infine, il comparto agricolo, tra i più colpiti: le imprese danneggiate e coinvolte sono 12mila per 1,1 miliardi di danni tra la stima di perdite di produzione, i ripristini fondiari, i terreni persi e gli animali coinvolti dall’alluvione.  

Al Governo ieri - durante il primo incontro del Tavolo permanente fra l’Esecutivo e gli Enti locali coordinato dal ministro alla Protezione civile Nello Musumeci e riunito a Palazzo Chigi - è stata fatta richiesta anche del fabbisogno di nuovo personale per far fronte all'emergenza: almeno 70 unità tra progettisti e direttori dei lavori per interventi urgenti di ripristino di opere idrauliche, altre 80 per interventi contro il dissesto idrogeologico e il ripristino della mobilità a supporto di comuni e province.

Le prime risorse stanziate e la sospensione delle bollette

La Regione ha avviato, d’intesa con la Protezione civile nazionale, il percorso per fare arrivare rapidamente i primi 5mila euro, con un primo acconto di 3mila già entro metà luglio, ma ora sono necessari oltre 500 milioni per le imprese per i primi acconti da 20mila euro. È stata decisa anche la sospensione del pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti per le popolazioni alluvionate (già deciso dall'Arera con apposita delibera) per 4 mesi, a partire dal primo maggio 2023. La sospensione riguarda tutte le utenze e le forniture dei Comuni come individuati dallo stesso decreto, che si trovano cioè in parte del territorio dell'EmiliaRomagna (province di Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), in alcuni Comuni della provincia di Pesaro e Urbino e in alcuni Comuni della Città metropolitana di Firenze. La misura riguarda i termini di pagamento delle fatture di elettricità e gas emesse o da emettere con scadenza nel predetto periodo, nonché delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere dai gestori del Servizio idrico integrato ovvero dai gestori delle tariffe e rapporto con gli utenti per il servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani. 

"Abbiamo rappresentanto al Governo che purtroppo le risorse stanziate finora (i due miliardi del 'Decreto Alluvione', ndr) vanno a coprire a malapena le prime spese per l'emergenza e gli ammortizzatori sociali, mentre rimangono completamente scoperti al momento sia gli indennizzi a cittadini e imprese, su cui la premier Meloni settimana scorsa ha preso un importantissimo impegno su "obbiettivo 100% rimborsi", sia i capitoli riguardanti la riparazione e ricostruzione in corso da settimane, sia degli argini dei fiumi che della viabilità colpita dalle frane", spiega il sindaco di Ravenna e presidente dell'Unione Province Italiane Michele de Pascale.

A chiedere un "intervento immediato sugli argini di canali e torrenti esondati” è stato invece il sindaco di Lugo Davide Ranalli: "Temiamo identici problemi con il ritorno della stagione autunnali, data l’estrema fragilità dimostrata in questi giorni. Inoltre auspichiamo un rapido movimento di risorse dallo Stato nei confronti delle persone che hanno subito danni importanti alle abitazioni. A Lugo il 50% delle abitazioni sono state colpite in maniera significativa”.

“L’Unione della Romagna faentina - ha invece riferito il sindaco di Faenza Massimo Isola - ha subìto grandi danni considerando anche il fatto che tre dei nostri Comuni sono collinari e tre sono sulla via Emilia. Oltre 6mila sono state le abitazioni danneggiate, coinvolgendo 12 mila persone”. Sul fronte delle imprese, il sindaco ha ricordato che si sono registrati danni per oltre 600 imprese, “mentre abbiamo censito 1300 immobili di cui il 7% è completamente inagibile. I danni stimati nei nostri sei Comuni ammontano a un totale di 360 milioni di euro. Servono dunque risorse a sostegno delle famiglie e degli enti pubblici mantenendo una filiera stretta tra Comuni, Province, Regioni e Stato”.

Si attende ancora la nomina del Commissario

Dalla Romagna fin da subito sono arrivate richieste unanimi sulla necessità di nominare al più presto un Commissario per la ricostruzione. Ma il Governo proprio ieri ha informato i sindaci che l'intenzione è quella di nominarlo in un secondo momento. "Senza risorse e poteri speciali presto i cantieri saranno bloccati - replica de Pascale - Ritengo che il Governo stia commettendo un errore grave, non solo nel non utilizzare i tre presidenti di regione (come fatto per il terremoto del 2012), ma nel non assumersi nemmeno la responsabilità di prendere qualsiasi altra decisione".

Già raccolti oltre 40 milioni di euro dalla raccolta fondi della Regione

Partita il 18 maggio scorso, in un mese la raccolta fondi avviata dalla Regione “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”, sul conto corrente intestato all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, a sostegno delle persone e comunità colpite dall’alluvione ha superato i 42 milioni di euro (dato aggiornato al 13 giugno). Chiunque potrà versare un contributo utilizzando queste coordinate bancarie. Iban: IT69G0200802435000104428964, causale: “ALLUVIONE EMILIA-ROMAGNA”. Per donare dall’estero, codice Bic Swift: UNCRITM1OM0. Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna. Ogni euro raccolto, l’utilizzo che ne verrà fatto, verranno resocontati pubblicamente, così come è stato fatto per precedenti raccolte fondi (ricostruzione post sisma, emergenza Covid, emergenza Ucraina). 

Sei milioni di euro di donazioni alla raccolta del Comune di Ravenna

Il sindaco Michele de Pascale fa il punto in merito alle donazioni per l’alluvione pervenute sul conto corrente del Comune di Ravenna e della Provincia di Ravenna. “Le donazioni per l’alluvione – spiega de Pascale – ad oggi ammontano a circa sei milioni di euro quelle pervenute sul conto corrente del Comune di Ravenna, a circa cinquecento mila euro quelle pervenute sul conto corrente dell’amministrazione provinciale. Queste risorse ovviamente si sommano agli oltre quaranta milioni di euro raccolti complessivamente sul conto corrente aperto dalla Regione Emilia-Romagna, risorse che coinvolgeranno in maniera significativa il nostro territorio provinciale che è stato il più colpito dall’alluvione. Ovviamente alle donazioni presenti sui conti correnti aperti dalle istituzioni, si affiancano anche i tanti interventi di donazione diretta che si stanno verificando anche in questi giorni e che si rivolgono direttamente a soggetti diversi, enti pubblici e realtà private del territorio".

"Per quanto riguarda le risorse pervenute sul conto corrente dell’amministrazione comunale – precisa de Pascale – intendiamo utilizzarle prioritariamente per spese di soccorso, assistenza e contributo ai cittadini e alle cittadine colpite dall’alluvione e in alcuni casi, anche in coerenza con la volontà dei donatori, per interventi di rigenerazione e di rispristino nelle frazioni colpite dall’alluvione. Il nostro obiettivo prioritario è quello di identificare le situazioni più gravi e più colpite e le spese che potenzialmente rischiano in prospettiva di non essere coperte dagli indennizzi di protezione civile, cosa che però ad oggi non ci è dato a sapere. Per quanto riguarda invece le risorse raccolte dall’amministrazione provinciale, saranno destinate in modo particolare per interventi di ristoro alle scuole superiori più colpite e, credo sia giusto, a sostegno soprattutto dei piccoli comuni che hanno avuto danni maggiori”.

Si coglie l’occasione per ricordare i riferimenti e le coordinate per la raccolta fondi a sostegno delle famiglie e delle realtà colpite dall'alluvione.

Comune di Ravenna: bonifico Bancario all’Iban IT96V0627013100CC0000308106 intestato a Comune di Ravenna con la causale “Donazione emergenza alluvione”.

Provincia di Ravenna: bonifico bancario all'Iban IT73P0627013100CC0000308097 intestato alla Provincia di Ravenna con la causale “Alluvione Provincia Ravenna”.

Unione della Romagna Faentina: bonifico Bancario all’Iban IT82C0627013199T20990000853

Unione Bassa Romagna: bonifico Bancario all’Iban IT66A0627013199T20990000380 unione bassa

Comune di Faenza: bonifico Bancario all’Iban IT20V0627013199T20990000808

Comune di Cervia: bonifico Bancario all’Iban IT30G0627023615CC0150308182

Comune di Russi: bonifico Bancario all’Iban IT82 P 06270 13199 T20990000901

Comune di Brisighella: bonifico Bancario all’Iban IT56A0627013199T20990000851   

Comune di Casola Valsenio: bonifico Bancario all’Iban IT20U0508021099T20990000011

Comune di Castel Bolognese: bonifico Bancario all’Iban IT52W0508021099T20990000002

Comune di Riolo Terme: bonifico Bancario all’Iban IT73D0508021099T20990000009

Comune di Solarolo: bonifico Bancario all’Iban IT42E0508021099T20990000026

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