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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Alluvione, sopralluogo di Irene Priolo a Ca' di Lugo: proseguono i lavori per sistemare gli argini del Santerno

Cala ancora il numero di persone accolte nelle strutture di protezione civile o in albergo (-49).Il bollettino della Regione

Proseguono i lavori a Ca’ di Lugo, in provincia di Ravenna, per impermeabilizzare e poi sistemare gli argini del fiume Santerno, dopo i danni causati dall’alluvione. A fare il punto oggi la vicepresidente della Regione, Irene Priolo, impegnata in un sopralluogo con il sindaco Davide Ranalli. Quello a Ca’ di Lugo è uno dei cantieri più complessi, in cui il fondo alveo si è occluso a causa del cedimento interno delle sponde provocato dall’enorme quantità di acqua caduta. Due ditte stanno lavorando con 12 mezzi tra escavatori, ruspe, rulli, dumper e mezzi per posizionare le palancole - in questa prima fase ne saranno posizionate per circa 80 metri - e permettere così ai cittadini di rientrare il prima possibile nella piena disponibilità delle proprie abitazioni.

Continua l’attività di assistenza alla popolazione coinvolta nelle alluvioni e le frane che hanno colpito l’Emilia-Romagna. Le persone accolte in strutture messe a disposizione dai Comuni o in alberghi sono 873 (49 in meno rispetto a ieri) di cui 74 minori: 449 nella provincia di Ravenna, 261 in quella di Forlì-Cesena, 162 nella Città metropolitana di Bologna e una sola persona in carico nella provincia di Rimini.

Sono 726 le strade comunali e provinciali chiuse alla circolazione, di cui 316 in modo parziale e 410 totalmente. Nel bolognese le arterie interessate sono 194 (87 parzialmente e 107 totalmente); 328 nel forlivese-cesenate (119 parzialmente e 209 totalmente); 165 nel ravennate (104 parzialmente e 61 totalmente); 39 nel riminese (6 parzialmente e 33 totalmente).

Non si ferma l’attività di monitoraggio da parte delle squadre di rilevatori che permette di definire il quadro più aggiornato della situazione frane. Al momento si contano 936 frane principali, numero invariato rispetto a quelle rilevate fino a ieri. Complessivamente ci sono 399 frane in provincia di Forlì-Cesena; 248 in provincia di Ravenna; 120 in provincia di Bologna; 14 in provincia di Reggio Emilia, 143 in quella di Rimini e 12 in quella di Modena. A queste si uniscono migliaia di micro-frane che costellano l’intero Appennino interessato dall’emergenza.

Per la giornata di sabato 3 giugno è prevista allerta arancione per criticità idrogeologica (frane e piene corsi d'acqua minori) e anche per criticità idraulica (piene dei fiumi) che interessa le province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Bologna e Ferrara. Sono possibili, infatti, evoluzioni dei dissesti innescatisi nelle ultime settimane nelle aree della collina bolognese e romagnola colpite da maltempo. Per quanto riguarda il meteo, sono previste condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali più probabili sulle aree appenniniche, con possibili effetti e danni associati. In queste aree potranno inoltre verificarsi rapidi innalzamenti dei livelli nei corsi d’acqua, ruscellamenti lungo i versanti e locali smottamenti. Restano condizioni di criticità localizzate nella pianura bolognese (in particolare a Medicina, Molinella e Budrio), nel ravennate e nel forlivese, per la difficoltà di smaltimento delle acque esondate che gravano sul reticolo secondario e di bonifica, e da possibili problemi di tenuta arginale che potrebbero interessare il reticolo principale.

Sono 1.649 i volontari di Protezione civile impegnati al momento per affrontare le conseguenze dell’emergenza: 601 provengono dalle organizzazioni nazionali di volontariato, 392 dall’Emilia-Romagna e 656 dalle colonne mobili di altre Regioni.

A questi vanno aggiunti i 57 volontari attivati nell’ambito del meccanismo europeo di mobilitazione (Dipartimento nazionale di Protezione civile) e operativi nel ravennate: 25 provenienti dalla Slovacchia, 18 dalla Slovenia e 14 dal Belgio.

Considerando anche le 75 unità tra personale tecnico, amministrativo e di polizia locale provenienti dalle amministrazioni di Bari, Firenze, Genova, Milano, Roma, Venezia, Parma, Castelbaldo (PD) e dislocate attraverso l’Associazione nazionale Comuni italiani a supporto dei comuni alluvionati, gli operatori sul campo arrivano a 1781 unità.

5.347 le chiamate arrivate ad oggi al numero verde 800024662, messo a disposizione dalla Regione, 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle 20. La maggior parte delle telefonate riguardano la richiesta di informazioni su come fornire aiuto alla popolazione colpita dall’alluvione.

Prosegue la raccolta fondi “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”, lanciata dalla Regione per sostenere le comunità colpite.

Chiunque può versare un contributo utilizzando queste coordinate bancarie:

Iban: IT69G0200802435000104428964

Causale: “ALLUVIONE EMILIA-ROMAGNA”

Per donare dall’estero, codice Bic Swift: UNCRITM1OM0

Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna.

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