rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Faenza

Alluvione un anno dopo - "Abbiamo paura a tornare a casa, prima o poi si ripeterà"

"Prima di novembre avevamo già contattato un geometra per farci fare la perizia, ma ad oggi ancora non ha potuto farcela per le mille complicazioni relative alle norme e, conseguentemente, alle ordinanze"

Ho 33 anni, sono faentino e dopo diversi anni vissuti a Modena, a luglio 2022 ho deciso di tornare a vivere nella mia città natale: Faenza.
La decisione di tornare vicino alla mia famiglia è stata dettata soprattutto da un fatto personale, in quanto tra dicembre 2021 e luglio 2022 ho avuto un grave problema di salute che mi ha portato ad essere ricoverato anche a Montecatone per 3 mesi per la riabilitazione (ma questa è un' altra storia... Concentriamoci sull'evento dell'alluvione).

La mia compagna ed io abitavamo in via Fratelli Bandiera, una delle zone di Faenza più colpite dall'alluvione, appunto da soli 9 mesi. In quello che è un appartamento della mia famiglia, in cui hanno vissuto per molti anni prima i miei genitori e poi mia sorella con la sua famiglia. Ironia della sorte ha voluto che ci abitassimo io e la mia compagna quel 16 maggio in quell'appartamento. Quel martedì 16 maggio, verso le 12.00, abbiamo deciso di andare via proprio perché il livello del fiume era già molto alto e per le allerte che circolavano. Ma mai avremmo pensato che sarebbe successo quello che ora tutti sappiamo. Avevamo solamente sgomberato il garage e portato con noi una valigia con lo stretto necessario, pensando di stare solo una o due notti fuori casa. Invece in quella casa non ci siamo più tornati.

La notte dell' alluvione (tra il 16 e 17) ci rendiamo conto che la situazione è grave e la mattina seguente veniamo a sapere (tramite un video sui social) che l'argine del Lamone ha rotto proprio in Via fratelli Bandiera! Il nostro condominio si vede molto bene ed è proprio quello di fronte alla rottura dell'argine. I giorni seguenti, non appena possibile, siamo andati nell'appartamento per salvare il salvabile. L'acqua nel nostro appartamento (ad un piano rialzato) è arrivata ad 1,80 metri e ha distrutto tutto. Molti parenti ed amici ci hanno aiutato. Senza di loro non ce l'avremmo fatta.

casa-distrutta-da-alluvione

Ad oggi non siamo ancora tornati a vivere in quell'appartamento per vari motivi, che espongo e di cui forse la maggior parte dei cittadini che non sono stati colpiti non si rende conto: i lavori di ripristino sono molti e li stiamo portando avanti pian piano (infissi, pavimenti, muri, caldaia, impianto elettrico); i rimborsi tanto promessi non ci sono! La burocrazia è troppo complessa sia per i cittadini che per i periti. Prima di novembre avevamo già contattato un geometra per farci fare la perizia, ma ad oggi ancora non ha potuto farcela per le mille complicazioni relative alle norme e, conseguentemente, alle ordinanze. Abbiamo timore nel tornare ad abitare lì, in quanto non sappiamo cosa potrebbe succedere quando si ripresenterà un evento atmosferico del genere, con allerta rossa e piena del  fiume Lamone (perché è sicuro che prima o poi accadrà). I lavori per la messa in sicurezza del territorio sono stati fatti? Verranno fatti? Ad oggi, per quanto ci riguarda, non ci sentiamo sicuri perché quello che è stato fatto in un anno è stato semplicemente quello di ripristinare i danni causati dall'alluvione (come ripristino argini) e pulizia dei fiumi (che andava fatta però negli anni prima).

Per concludere, ad oggi chi è rientrato nelle proprie abitazioni o ha ripristinato il negozio/l'azienda danneggiata l'ha fatto solamente con le proprie forze e i propri soldi, e i dubbie e le paure sono ancora molte. La vita nella città di Faenza è tornata quella di prima, almeno ad una prima impressione. Ma se si parla con le persone colpite dall'alluvione così non è.

Lorenzo e Luisa, Faenza

In vista del primo anniversario della tragedia che ha colpito il nostro territorio, RavennaToday raccoglie e pubblica i ricordi e le testimonianze dei lettori su quanto accadde in quei giorni. I contributi inviati dai lettori devono pervenire in forma scritta, con testi di minimo 1.500 battute, corredati – se possibile – da fotografie o video. L'obiettivo è quello di costruire e mantenere viva una memoria collettiva di quanto successe quel 16 maggio 2023 e nei giorni successivi. Non si accettano contenuti di poche righe o solo foto o video. Per inviare il proprio testo, mandare una e-mail a redazione@romagnaoggi.it

Alluvione un anno dopo - tutte le storie

casa-distrutta-da-alluvione

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Alluvione un anno dopo - "Abbiamo paura a tornare a casa, prima o poi si ripeterà"

RavennaToday è in caricamento