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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Bagnacavallo

Alluvione un anno dopo - "Allagati due volte in due settimane. Viviamo ancora nella paura che la tragedia si ripeta"

"Ognuno di noi si è rimboccato le maniche, seppur fossimo tutti impotenti davanti ad una situazione del genere e non potevamo fare altro che aspettare e sperare"

Mi chiamo Giorgia Ravaglia, ho 20 anni e abito a Villanova di Bagnacavallo. A distanza di quasi un anno dall’alluvione che ci ha colpito vorrei parlare, ancora una volta, di ciò che è successo, per fare in modo che non si dimentichi quello che è accaduto e nella speranza che non si verifichi ancora.

Mercoledì 3 maggio 2023, alle ore 22, io e la mia famiglia abbiamo evacuato la nostra casa, “scappando”, senza sapere cosa sarebbe successo, come l’avremmo potuta trovare il giorno dopo, cosa ci saremmo trovati di fronte. Giovedì 4 maggio l’abbiamo trovata allagata, con mobili che galleggiavano e fango ovunque. Tutti i nostri beni, gli elettrodomestici, i divani non erano più oggetti, ma cumuli di fango.  Abbiamo passato giorni interi a pulire le nostre abitazioni, a selezionare oggetti di valore che non potevano che andare buttati e ad aspettare che l’acqua si asciugasse. Ognuno di noi si è rimboccato le maniche, seppur fossimo tutti impotenti davanti ad una situazione del genere e non potevamo fare altro che aspettare e sperare. 

Nella giornata di mercoledì 17 maggio, a distanza di due settimane, di nuovo lo stesso incubo. L’unica differenza, rispetto alla prima volta, è che non avevamo più nulla, perché tutte le cose care che avevamo erano già state perse. Ma chi si sarebbe aspettato, di nuovo, una situazione del genere? Ancora una volta, coloro che avevano già sofferto e attraversato questo incubo si sono trovati nella stessa situazione.  L’acqua i giorni successivi non si è fermata; venerdì 19 maggio il livello era aumentato di 20 centimetri, danneggiando sempre di più mobili e oggetti e costringendo le persone a stare lontane dalle proprie abitazioni, impotenti nel fare qualcosa.

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Ad oggi, a quasi un anno dalla tragedia, la situazione all’interno delle abitazioni è sicuramente migliorata, ma ancora non è tornata alla normalità. I segni di ciò che accaduto sono ancora visibili, sia fuori che dentro le abitazioni, e inevitabilmente anche dentro ognuno di noi. I giardini, “faccia” di ogni abitazione, non sono più accoglienti e si trova spazio solo ad alberi secchi. All’interno di molte case le prese della corrente sono ancora aperte, per fare arieggiare e asciugare l’acqua che è rimasta stagnata all’interno e i mobili, nuovi, non sono posizionati attaccati alle pareti, per i problemi di umidità che si sono creati. Le poche cose che si sono riuscite a salvare, conservate adesso ai piani alti, sono custodite preziosamente, senza essere spostate o riposizionate al proprio posto, per il timore di perderle. 

Tantissime persone vivono con la paura che si possa rivivere la tragedia, perché d'altronde, se non ce lo aspettavamo la prima volta, la seconda ci ha traumatizzato tutti nel profondo. Ancora oggi, dal mio sguardo di ragazza di 20 anni, mi sento distrutta e impotente. Gli aiuti che sono stati concessi sono avvenuti da enti locali e da organizzazioni di volontariato, ma questo è davvero sufficiente?

Giorgia Ravaglia, Villanova di Bagnacavallo

In vista del primo anniversario della tragedia che ha colpito il nostro territorio, RavennaToday raccoglie e pubblica i ricordi e le testimonianze dei lettori su quanto accadde in quei giorni. I contributi inviati dai lettori devono pervenire in forma scritta, con testi di minimo 1.500 battute, corredati – se possibile – da fotografie o video. L'obiettivo è quello di costruire e mantenere viva una memoria collettiva di quanto successe quel 16 maggio 2023 e nei giorni successivi. Non si accettano contenuti di poche righe o solo foto o video. Per inviare il proprio testo, mandare una e-mail a redazione@romagnaoggi.it

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