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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Alluvione un anno dopo - "Intorno a noi il mare. Salvati dagli atleti con canoa e moscone da bagnino"

"Alla fine, quello che rimane più impresso nei nostri cuori è la solidarietà ricevuta dalle persone semplici e dai volontari che hanno lasciato casa e lavoro per caricarsi un badile sulle spalle e afferrare un paio di stivali e una carriola"

Se mi metto a pensare per quanto tempo ho cercato casa, mi viene il mal di testa. Ho sposato mia moglie nel 2012, già con la voglia di avere un bambino; vivevamo in via Sant'Alberto, zona verde al limite della città, appartamento trilocale con un fazzoletto di giardino, eravamo già aperti a soluzioni che fossero anche più in periferia, pur di avere la natura, la campagna ed il silenzio protagonisti nella vita dei nostri figli. Con la costanza di un agente immobiliare, dopo aver visitato decine di case, grandi e piccole, convenienti o meno, abbiamo fatto la nostra scelta: la campagna tra San Michele e Villanova di Ravenna, a pochi minuti da tutti i servizi, ma immersi nella natura, tra i campi coltivati e senza nessuno - ma assolutamente nessuno - vicino. 

Adesso fa sorridere il fatto che una della valutazioni di cui abbiamo realmente tenuto conto è che la casa ha una posizione invidiabile, non ci sono argini di sorta nei paraggi (cosa invece frequente nella zona di Ravenna, campagna o meno), nè colline franose o quant'altro potesse minacciare la nostra nuova abitazione, solo uno scolo dei campi, sempre secco a meno di irrigazione alle colture. Dal 2018 arriviamo al 2023, cinque anni magnifici, il nostro sogno finalmente è realtà, abbiamo due figli fantastici di 9 e 8 anni, io e mia moglie 41 e 43. Dello scorso maggio rimangono impressi a fuoco nei nostri animi pochi, ma fondamentali sentimenti: sorpresa, incredulità, rabbia, rassegnazione, gratitudine e tanta, tanta amarezza.

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Sorpresa - Siamo al 16 maggio, ricevo sul mio cellulare da qualche tempo le allerte di protezione civile del Comune, i fiumi ravennati sembrano impazziti, siamo molto preoccupati per mia suocera che vive in città a ridosso dell'argine del Montone, ma anche i Fiumi Uniti potrebbero esondare da un momento all'altro, sentiamo il loro ordine di evacuazione, stentiamo a credere che sia vero.  Intorno a noi, nei pressi di casa nostra, la situazione è però sotto controllo, persino il canale di scolo non arriva ai livelli di massima in cui l'avevo già visto un paio di anni prima (sempre a maggio, nel 2021). Arriva mercoledì 17 maggio, nel pomeriggio mia moglie ha insistito perchè cercassi dei sacchi di sabbia per gli ingressi di casa, mi attacco al telefono, ma sono esasuriti ovunque. Continuano martellanti i provvedimenti di evacuazione, ma ancora non ho notizie di esondazioni nè in città nè nel forese. Siamo in allerta, ma sereni, tutte le segnalazioni riguardano quartieri molto lontani da casa nostra. A mezzanotte suona il campanello, è una nostra vicina (o meglio lontana, visto che abita a circa un chilometro da noi), ci dice che l'acqua sta per arrivare a Godo, dove ha dei parenti che l'hanno avvertita. Incredulo - Godo è lontana da noi almeno 5 o 6 chilometri, e ci divide la massicciata della ferrovia - la tranquillizzo, dopo aver ricevuto dal Comune segnalazioni su tutti i quartieri di Ravenna tranne il nostro, dalle 22:00 il cellulare si è zittito, ritengo l'allarme infondato, vista l'efficienza del sistema mi aspetto di essere avvisato per tempo in caso di reale emergenza.

Incredulità - A mezzanotte e mezza vedo l'acqua in giardino, i tombini di scarico sembrano fontane artistiche, restituiscono un getto verticale di quasi 50 centrimetri. Non riusciamo a crederci. Inizia la corsa per salvare il salvabile, io infilo stracci e asciugamani col cacciavite in tutte le fessure e le soglie di porte e finestre, all'inizio sembra funzionare. Mia moglie corre su e giù dalle scale con tutto quello che riesce a caricare, mettiamo in salvo tutti gli animali e per fortuna ci ricordiamo di prendere anche un po' d'acqua e qualcosa da mangiare. Nel giro di un'ora e mezza, alle 1:30/2:00 ci ritroviamo al piano superiore, bloccati già da almeno 50/60 centimetri d'acqua, i nostri ragazzi dormono e non si sono accorti di nulla. Ci fanno compagnia 2 cani da pastore, un gatto, 2 uccellini, una tartaruga e 3 galline, sembra uno zoo.

Rabbia - Alle 4:00 crolliamo addormentati, tra un paio d'ore si sveglieranno i bambini e dovremo inventarci qualcosa. Intanto pensiamo alla fortuna di stare tutti bene, nessuno si è fatto male e abbiamo tutti i nostri animali in salvo con noi, ma non abbiamo idea di come si evolverà la sitazione o di quanto ancora potrà salire il livello dell'acqua. La rabbia che proviamo deriva tutta dall'essere stati completamente abbandonati a noi stessi, dopo aver ricevuto ogni sorta di notifica ed ordini di evacuaziuone che riguardavo ben altre zone, dopo aver letto sui social che il Comune stava tenendo sotto costante controllo tutti i livelli dei fiumi, dopo che a Faenza era successo l'impensabile, non riusciamo a credere che anche Ravenna si sia fatta sorprendere in modo così inaspettato, ma la realtà dei fatti è che la notte precedente nessuno si è curato di continuare a seguire l'emergenza, alle 7:00 del mattino intorno a noi c'è il mare, non se ne vede la fine, e nessuno in Comune sembra saperlo.

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Rassegnazione - Ci facciamo coraggio, e spieghiamo ai bambini questa nuova aventura "veneziana", cani gatto e tutti gli animali ci fanno compagnia, ne approfittiamo per finire i vari Lego lasciati a metà, leggiamo qualche favola, cerchiamo di non sembrare stanchi e disorientati, i bambini da subito la prendono bene, sono bravissimi. Ma la nostra bellissima casa, il frutto dei nostri sforzi e la realizzazione dei nostri sogni, è sott'acqua: scendo le scale in missione "esplorativa", il fango si accumula sul pavimento e camminare a piedi nudi nella melma del proprio salotto è un'esperienza che non dimenticherò, l'acqua mi arriva al petto, ce ne sono circa 110 centrimetri, si salvano solo gli interruttori della luce e (forse) il piano cottura della cucina. Televisore, divano, tavoli, sedie, poltrone, lettori dvd e videogiochi, il figorifero e la lavatrice, per non parlare della cantina e tutto quello che conteneva: tutto distrutto e impregnato di fango puzzolente di terra e di scarichi. Difficile vedere una via d'uscita, ma mia moglie è fantastica - non riesco a credere che non si abbandoni mai allo scoramento e alla tristezza, è propositiva ed ottimista - anche se la verità è che siamo stati completamente lasciati da soli. Alla fine passeremo bloccati al primo piano altri 2 giorni - le notti del 17 e del 18, a lume di candela e mangiando scatolette di tonno e di fagioli, cercando di usare il bagno il meno possibile per non rischiare di riempire la colonna d'acqua; venerdì 19 maggio finalmente arrivano i soccorsi.

Gratitudine - I soccorsi: nessuno della protezione civile o dei pompieri è venuto fino a casa nostra, le emergenze probabilmente erano tantissime, e la precedenza ad anziani e disabili è sacrosanta, ma almeno qualcuno che passasse a chiedere come stavamo e se avessimo a sufficienza cibo o acqua mi sembrava il minimo, senza contare che non è detto che tutti sappiano o si ricordino di staccare la corrente in una situazione del genere, le cose potrebbero essere anche più pericolose di così. Grazie alla sorella di mia moglie, si attiva la macchina della solidarietà sui social, ci raggiungono due ragazzi, volontari del gruppo degli ultras del Ravenna e giocatori di rugby, con le mute da sub trascinano una canoa da due posti e un moscone da bagnino! Una visione incredibile, non dimentichieremo mai una canoa che entra dal portone principale fino alle scale di casa nostra! Carichiamo tutto il nostro caravanserraglio, la gabbia degli uccellini tropicali avvolta in un vecchio piumino è in braccio a mio figlio maggiore Niccolò, mentre Leonardo sulla canoa stringe uno scatolone con le galline. Melissa è sul pattino con i cani ed il trasportino del gatto, la tartaruga la teniamo in mano, tanto fa poca strada. Ci avviamo nell'acqua gelida, i ragazzi tirano forte ed io voglio aiutare, così facendo strada nella campagna allagata li aiuto prendendo la cima legata al moscone, ma tra l'acqua alta, la corrente, il freddo e la mia scandalosa forma fisica, i rugbisti hanno decisamente un altro passo, alla fine accetto anche io di salire sull'imbarcazione. Adesso il rischio è di cadere in un fossato a lato strada, non si vede dove poggiamo i piedi, l'acqua è uniformemente marrone e vorticosa di corrente, ad andare sotto con la testa è un attimo, risalire vedendo la luce molto più difficile, si avanza tastando l'asfalto sotto i piedi, percorriamo in più di 45 minuti controcorrente il percorso che normalmente con i cani faccio in 5 minuti di passeggiata, stremati, fino a raggiungere un furgone che ci porterà tutti in salvo a casa di mia nonna, in centro.

E così si conclude il racconto di quelle ore e di quei giorni, che rimarranno nei nostri ricordi e nei nostri aneddoti di famiglia - saremo per sempre "quelli dell'alluvione del '23". Ritorneremo a casa nostra solo a fine settembre, dopo aver passato l'idropulitrice su ogni singola piastrella, dentro e fuori casa, aver smontato, soffiato ed aspirato tutto l'impianto elettrico, ricomparto una cucina intera e tutto l'arredo del piano terra, senza pensare alle due automobili che abbiamo dovuto rottamare. I danni ci sono, ma ci consoliamo pensando che tutto sommato siamo stati fortunati, c'è chi deve occuparsi di ristrutturare una casa devastata dalle fondamenta ai solai, o chi addirittura sta piangendo per la morte di un proprio caro - questa è l'amarezza, sapere che questi ricordi, queste sensazioni, l'aiuto ricevuto dalle decine di volontari che ci hanno aiutato nei primi giorni dell'emergenza, le decine di carriole di fango che abbiamo trasportato, il bagnato, il freddo, le vesciche alle mani ed ai piedi, le infezioni per le acque sporche, gli animali morti (di ogni tipo) che ho trovato incastrati nella mia rete di confine trascinati dalla forza dell'acqua, le scomodità, l'incertezza sul futuro, la nostra routine sconvolta e masticata da un'evento di proporzioni davvero bibliche - alla fine, quello che rimane più impresso nei nostri cuori è la solidarietà ricevuta dalle persone semplici e dai volontari che hanno lasciato casa e lavoro per caricarsi un badile sulle spalle e afferrare un paio di stivali e una carriola. Grazie ragazzi, senza di voi non ce l'avremmo mai fatta, la nostra vita di oggi dipende dalla vostra solidarietà di ieri. Ecco, tutto questo è stato il 2023 - l'anno della Grande Alluvione in Romagna.

Alessandro Tucci, San Michele

In vista del primo anniversario della tragedia che ha colpito il nostro territorio, RavennaToday raccoglie e pubblica i ricordi e le testimonianze dei lettori su quanto accadde in quei giorni. I contributi inviati dai lettori devono pervenire in forma scritta, con testi di minimo 1.500 battute, corredati – se possibile – da fotografie o video. L'obiettivo è quello di costruire e mantenere viva una memoria collettiva di quanto successe quel 16 maggio 2023 e nei giorni successivi. Non si accettano contenuti di poche righe o solo foto o video. Per inviare il proprio testo, mandare una e-mail a redazione@romagnaoggi.it

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