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Cronaca

Alluvione un anno dopo - "Nei piani alti tremavamo e speravamo nella buona sorte"

"Quelle allerte per telefono in piena notte che ci intimavano di evacuare le nostre case, ma noi resilienti, fermi a restarci"

Vivo a Santerno e rispetto a tanti che abitano nelle zone limitrofe sono, anzi, siamo stati molto fortunati... Da noi l'acqua non è arrivata. La sfortuna di altri è stata quindi la nostra fortuna, ma raccontare i momenti, le ore, i giorni di panico, di angoscia, di attesa e di speranza affinché l'acqua non arrivasse nelle nostre case non è ancora facile dopo un anno che tutto è passato. E poi quelle allerte per telefono in piena notte che ci intimavano di evacuare le nostre case, ma noi resilienti, fermi a restarci. Nei piani alti tremavamo e speravamo nella buona sorte. Sentivamo notizie poco incoraggianti.

Il Lamone scorre a pochi metri da noi e a Faenza e Boncellino la situazione era critica. Continuava a salire di livello e poi è arrivata notizia delle varie esondazioni e contemporaneamente dell'innalzamento e straripamento della Canala, che scorre anch'esso a pochi metri da noi. Eravamo circondati dall'acqua, ma le esondazioni a Faenza e Boncellino e poi sopra Piangipane della Canala hanno fatto sì che l'acqua a Santerno non arrivasse e, per così dire, ci siamo salvati. Sono passati giorni in cui eravamo comunque costretti a non uscire di casa, e poi quell'odore nauseabondo che è cominciato alcuni giorni dopo le alluvioni dovuto forse all'acqua stagnante o, chissà, a qualcosa che cominciava ad andare in putrefazione.

È stato difficile ricominciare la vita di tutti i giorni. Ogni volta che cadeva qualche goccia di pioggia il terrore si rimpadroniva di noi. Dopo un anno ancora oggi, ogni volta che piove, guardo su internet i livelli del fiume, se sono normali e da allerta. È stata una ferita che ancora fa fatica a rimarginarsi. Piano piano passerà. Chissà...

Gianfranco Arena, Santerno

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