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Cronaca Faenza

Alluvione un anno dopo - "Sul gommone con cane, gatto e criceto: sembrava il Diluvio Universale"

"Non era possibile scendere di sotto, l'acqua mista al fango non permetteva di fare le scale; era una melma scivolosa"

È passato un anno dalla terribile alluvione che ha colpito la Romagna e in particolare la mia città, Faenza. Eppure non riesco a dimenticare quei giorni; per fortuna, nel mio condomino l'acqua e il fango sono arrivati solamente al primo piano, e noi, che abitiamo al secondo ci siamo salvati. Il giorno 16 maggio pioveva fortissimo, e continuava a piovere ininterrottamente da ore, e l'acqua nel fiume stava raggiungendo livelli proibitivi (più tardi il fiume sarebbe esondato). La notte di quel giorno abbiamo sentito voci e rumori provenire dal primo piano, tonfi come di mobili che venivano spostati nel nostro pianerottolo e non siamo riusciti a dormire; la mattina dopo, affacciandoci dalle scale, abbiamo visto, sul pianerottolo il divano del nostro vicino del primo piano, e lui con gli altri due abitanti del primo, affaccendati a spostare coi tira acqua grandi quantità di acqua e fango, arrivata durante la notte nei loro appartamenti.

Non era possibile scendere di sotto, l'acqua mista al fango non permetteva di fare le scale; era una melma scivolosa. Continuava a  piovere e la giornata è passata così, affacciati alla finestra temendo che l'acqua salisse ai piani più alti. Eravamo anche senza luce, che era saltata la sera prima e non potevamo ricaricare i cellulari. Il pomeriggio verso le sedici, la Cristina, la nostra vicina del quarto piano, è venuta a chiederci cosa volessimo fare, perché tanti inquilini avevano deciso di evacuare il condominio; noi non ne sapevamo nulla; siamo andate ad avvertire i nostri vicini di piano. Poi abbiamo visto la signora dell'appartamento sotto il nostro che era pronta per andarsene, ci ha spiegato che sarebbero arrivati col gommone (ormai la strada era diventata un fiume, l'acqua superava i tetti dei garage e i muretti delle case) a prenderli e a portarli al sicuro, si doveva passare dal suo balcone al primo piano per salirci. Ci ha informato che chi voleva poteva mettersi in fila, con solo un piccolo zaino col necessario, ed aspettare i soccorsi.

Abbiamo pensato di attendere il giorno dopo per decidere se evacuare la casa o no. Erano le cinque del pomeriggio. Verso le diciannove ho guardato in strada e ho visto una canoa venire verso il nostro palazzo, avvicinarsi e parlare con qualcuno al balcone del primo piano: i nostri vicini erano ancora lì che aspettavano i soccorsi. Alle venti ecco: ho visto arrivare un gommone sul fiume di fango, accostare alla finestra della mia vicina del primo piano, e allontanarsi portando i miei coinquilini in "salvo". Sul gommone, insieme ai proprietari, c'erano anche un cagnolino, un gatto, e un criceto; sembrava di vedere l'arca di Noè che si allontanava sotto al Diluvio Universale...

Silvia e Vilma Chiarini, Faenza

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