Farmaci al Maria Cecilia Hospital per scongiurare le amputazioni degli arti inferiori

Palloncini a rilascio di farmaci anti-proliferativi (antitumorali) per curare le gravi patologie degli arti inferiori così da scongiurarne l’amputazione nel caso di ischemia critica a carico del sistema circolatorio delle gambe e dei piedi

Palloncini a rilascio di farmaci anti-proliferativi (antitumorali) per curare le gravi patologie degli arti inferiori così da scongiurarne l’amputazione nel caso di ischemia critica a carico del sistema circolatorio delle gambe e dei piedi. E’ solo uno dei punti di forza del Centro di Cardiologia Interventistica del Maria Cecilia Hospital, struttura di GVM Care & Research, che è stato indicato come esempio alla comunità medica internazionale, in quanto si distingue da altre realtà cardiologiche in virtù della sua capacità di valutazione e di approccio alle patologie cardiovascolari a più ampio raggio. Durante il Congresso EuroPCR di Parigi - il più importante evento mondiale di Cardiologia Interventistica che si è tenuto lo scorso maggio e che riunisce ogni anno circa 12mila specialisti provenienti da tutto il mondo - Maria Cecilia Hospital è stato l’unico ospedale italiano scelto come Centro live dal Comitato Scientifico di EuroPCR.

“Maria Cecilia Hospital - spiega il Dottor Alberto Cremonesi, Responsabile del Centro - è stato l’unico in Italia, insieme ad altri 11 Centri internazionali, ad essere scelto nel 2016 per la trasmissione dal vivo di 3 interventi selezionati dal Comitato Scientifico dell’EuroPCR che rappresento in qualità di co-Direttore. Una scelta dettata dal riconoscimento del suo valore quale Polo specialistico attivo - a 360 gradi - nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia delle principali patologie cardiovascolari (sindrome coronarica acuta, infarto del miocardio, disfunzioni degli apparati valvolari, malattie del circolo periferico, stenosi della carotide e ictus).”

La moderna Cardiologia interventistica punta sempre più spesso a soluzioni terapeutiche, che hanno come obiettivo un approccio non chirurgico al problema. E ciò grazie all’adozione di tecniche esclusivamente endovascolari: le arterie danneggiate vengono guarite dall’interno. L’esperienza maturata dal Centro di Cardio Angiologia Diagnostica e Interventistica di Maria Cecilia Hospital (quasi 900 gli interventi endovascolari eseguiti ogni anno in fatto d’ischemia critica degli arti inferiori) ha dimostrato come l’applicazione locale e mirata di farmaci anti-proliferativi (antitumorali) con effetto anti-restenosi - in grado cioè di inibire, dove occorre, la proliferazione cellulare e quindi bloccare la ricrescita delle placche che restringono/chiudono il lume dei vasi – rappresenti un’efficace arma di contrasto al ripresentarsi della malattia in oltre il 60% dei pazienti affrontati, specie se diabetici.

Maria Cecilia Hospital è stato portato come modello a Parigi anche nell’ambito del trattamento delle patologie arteriose ostruttive in distretti vitali come il cuore ed il cervello che costituiscono, ancora oggi, un problema difficile e controverso. Nei pazienti complessi, la prevenzione dell’ictus cerebrale attraverso l’utilizzo di stent di nuova concezione deve integrarsi con la corretta strategia di rivascolarizzazione coronarica, sia essa interventistica (stent medicati) che chirurgica (by-pass aorto-coronarico).

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“L’evoluzione della terapia interventistica nella prevenzione dell’ictus cerebrale – continua Cremonesi - ha fornito un contributo dettato dall’applicazione di protocolli terapeutici che sommano l’impiego di nuove e avanzate tipologie di stent nella risoluzione delle stenosi (restringimenti) della carotide, alle strategie di protezione tese a ridurre le possibili complicanze derivanti dall’impianto dei dispositivi endovascolari. Un mix di fattori che ha indubbie ed importanti ripercussioni sull’esito dell’intervento e sul futuro stato di salute del paziente. La prevenzione dello stroke (ictus) cerebrale con innesto, non chirurgico, di stent carotidei vede Maria Cecilia Hospital al 1° posto in Italia sia per esperienza complessiva che per numero di prestazioni: circa 250-300 ogni anno”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia sui binari: studente minorenne perde la vita

  • Primi due studenti positivi al Coronavirus in due scuole ravennati

  • Il coronavirus fa un'altra vittima. "Mascherina sulla bocca e testa sulle spalle"

  • Dramma sui binari: muore investito da un treno

  • Maxi festino nascosti in casa tra assembramenti e droga: 34 ragazzi nei guai

  • Travolto mentre attraversa in pieno centro: portato in ospedale in elicottero

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RavennaToday è in caricamento