L'analisi dei contagi, Ravenna ha rischiato ma per ora bloccata la pericolosa impennata di fine agosto

I problemi più grossi di fine estate, in numeri assoluti, si sono verificati proprio nel territorio di Ravenna e provincia, seguita da Forlì e territorio, lasciando la parte sud della Romagna coi dati più stabili

E' sotto controllo, in Romagna, la crescita dei casi di contagio da Coronavirus che si è registrata da Ferragosto in poi. Non sono i numeri bassi di giugno, luglio e della prima metà di agosto, ma non c'è stata la temuta crescita esponenziale di fine estate. Il dato emerge dal report dell'Ausl Romagna sull'andamento dei casi negli ultimi due mesi. In particolare, in Romagna nella prima metà di agosto si registravano circa 55-75 casi alla settimana su un territorio di circa 1,2 milioni di abitanti, un livello di bassissima pressione.

Ma c'è stata la crescita dalla settimana successiva a Ferragosto con 139 casi, fino all'ultima settimana di agosto in cui il dato è esploso a 377 casi, collegati a vari focolai, in particolare legati alla movida e ad alcune discoteche. Poi per fortuna la curva epidemica non ha imboccato la temuta impennata. I casi sono scesi 252 in Romagna nella prima settimana di settembre; stabili nella seconda settimana (275) e addirittura in diminuzione con la riapertura delle scuole, con 203 casi nella terza settimana di settembre e 146 nella settimana 21-27 settembre. Insomma, un andamento da non sottovalutare, ma per fortuna non critico.

Che l'epidemia di Covid stia procedendo strisciante soprattutto alla fine dell'estate lo attesta anche un altro dato. In Romagna, infatti, a luglio e metà agosto solo lo 0,5% dei tamponi dava esito positivo. In altre parole risultava positiva una persona ogni 200 controllate, un dato che attestava una bassa circolazione del virus. Questo tasso è però cresciuto alla fine di agosto fino a raggiungere 1,5-1,7% di positivi rispetto ai tamponi fatti, vale a dire una persona infetta ogni 60-70 soggetti sottoposti a tampone, rapporto che nella situazione più critica è stato di 1 positivo ogni 30 tamponi nel Ravennate. Anche in questo caso la fine di settembre ha volto questo parametro in zona positiva: nell'ultima settimana, infatti, le nuove positività sono state lo 0,8% del totale dei tamponi fatti.

Cambia anche la situazione territoriale. Infatti, se nei mesi più duri della pandemia era Rimini l' "attenzionata speciale" e Ravenna la provincia meno colpita, ora la situazione risulta invertita: i problemi più grossi di fine estate, in numeri assoluti, si sono verificati proprio nel territorio di Ravenna e provincia, seguita da Forlì e territorio, lasciando la parte sud della Romagna coi dati più stabili. La performance peggiore, in rapporto agli abitanti, è stata però di Forlì, che ha avuto il dato peggiore dell'estate in Romagna: nella settimana tra il 24 e il 30 agosto, infatti, Forlì ha avuto 5,12 nuovi casi ogni 10mila abitanti (solo 4 settimane prima il valore era appena a 0,16).

Poi l'inversione di tendenza nel corso del mese di settembre, per fortuia. A influire nettamente sul miglioramento nell'andamento dei contagi nella settimana del 21-27 settembre è stata la netta riduzione delle nuove positività in provincia di Ravenna, passate in due settimane da 124 a 46. Forlì, pur diminuendo i propri casi, resta ad ora la zona della Romagna con la maggiore incidenza di nuovi contagi, vale a dire 2.59 nuovi casi per 10mila abitanti. La palma della più virtuosa invece va a Rimini, con 0.82 nuovi casi ogni 10mila abitanti. 

Una situazione sotto controllo, ma soprattutto l'assenza di una crescita esponenziale (vale a dire tanti nuovi casi in pochi giorni) sta permettendo alle strutture sanitarie della Romagna di gestire la malattia dal punto di vista clinico. Attualmente negli ospedali romagnoli c'è un tasso di occupazione del 34,5% per Covid dei letti di malattie infettive (19 pazienti su 55 letti in totale dedicati al Covid), del 2.9% dei letti disponibili per i malati non gravi (10 ricoverati per Covid su 340 letti disponibili) e dell'11,4% delle terapie intensive (4 pazienti su 35 letti dedicati al Covid). Nel periodo esaminato di due mesi e mezzo la Romagna ha visto infine 8 decessi.

Tra gli episodi  di maggiore criticità della settimana 21-28 settembre, in Romagna, secondo il rapporto dell'Ausl è stata l'infezione che ha colpito  un operatore sanitario  di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini di Cesena. Per quel caso positivo è stato attivato il
relativo piano di sorveglianza, con 122 operatori sottoposti a screening (risultati positivi il 4%), 115 pazienti e 4 volontari (nessun positivo rilevato). Segno che, per il buon funzionamento della sanità , è necessario che il virus resti fuori dal personale medico e paramedico.

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