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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Faenza

Anche Faenza celebra la Giornata mondiale dell’acqua

Venerdì, primo giorno di primavera, gli alunni di sette classi della primaria Pirazzini (in via Marini) saranno condotti a gruppi alla scoperta del Fonte Monumentale cittadino ultimato nel 1621

Sabato prossimo è la Giornata mondiale dell’acqua 2014 (in inglese: World Water Day), ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992.
L’acqua è infatti, subito dopo l’aria, risorsa essenziale per la vita: il corpo umano è composto di acqua secondo percentuali importanti, che variano dal 75% nei giovanissimi al 50% negli anziani. In occasione della ricorrenza, sulla scorta della positiva esperienza effettuata lo scorso anno con gli alunni della scuola materna “Ghidieri”, l’Amministrazione comunale di Faenza e gli Amici della Fontana hanno deciso di offrire agli alunni di un altro istituto scolastico cittadino la possibilità di conoscere meglio uno dei gioielli faentini: il Fonte monumentale secentesco della piazza di Faenza, opera degli architetti padre Domenico Paganelli, domenicano faentino, e del ticinese Domenico Castelli “il Fontanino”.

Venerdì, primo giorno di primavera, gli alunni di sette classi della primaria Pirazzini (in via Marini) saranno condotti a gruppi alla scoperta del Fonte Monumentale cittadino ultimato nel 1621. Sotto la guida di Gian Paolo Costa, coordinatore del Ceas (Centro di educazione all’ambiente e sostenibilità) della Romagna Faentina, e di Aldo Fabbri, per un trentennio appassionato “sovrintendente comunale” alle fontane cittadine, saranno organizzati tre gruppi di visite, per la durata di circa un’ora e mezza ciascuna: due al mattino, dalle ore 9.00 alle 12.30, e una al pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.00.

I giovani faentini potranno così conoscere la storia di questa importantissima opera e dell’acquedotto che alle soglie del ‘600 portò a Faenza buona acqua di sorgente, da Errano al centro città. In anni difficili, nei quali bere l’acqua dei pozzi urbani non era consigliabile e in cui l’Europa cominciava a essere percorsa da ricorrenti epidemie, l’acquedotto progettato da Domenico Paganelli e poi accuratamente realizzato, fu un’opera importantissima per la Faenza pontificia dell’epoca.

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