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Anche Faenza chiede al Governo di sottoscrivere il Trattato contro le armi nucleari

L’assessore Davide Agresti: "Festeggiamo una tappa storica, consapevoli che il traguardo per un mondo senza armi nucleari richiederà ancora il nostro impegno"

Il 27 ottobre 2016, circa 600 associazioni pacifiste di tutto il pianeta lanciarono la Campagna internazionale Ican (insignita nel 2017 del Premio Nobel per la pace) per chiedere l’abolizione delle armi nucleari dagli arsenali, ottenendo che l’Assemblea generale dell’Onu votasse la ‘Risoluzione L.41’ per convocare negoziati volti a definire uno strumento legalmente vincolante per la proibizione dello sviluppo e stoccaggio delle armi nucleari. In quell'occasione, 122 paesi votarono a favore, l'Italia invece votò contro. 

Alcune associazioni pacifiste faentine, venute a conoscenza della Campagna ‘Italia, ripensaci’ lanciata dai partner italiani di Ican, sapendo inoltre che dal 2005 la città di Faenza fa parte di ‘Mayors for Peace’ (Sindaci per la pace), inviarono un appello all’allora sindaco Giovanni Malpezzi per farsi portavoce, come altri comuni per chiedere al Governo di cambiare posizione sul tema.  A luglio del 2017, il primo cittadino inviò una lettera all’allora presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni. Nel 2018 la cosà diventò un Ordine del giorno del Consiglio comunale di Faenza e lo stesso sindaco Malpezzi, come fecero centinaia di primi cittadini del nostro paese, sottoscrisse simbolicamente il Trattato. 

Il 24 ottobre 2020, con la firma dell’Honduras, si è raggiunta la 50esima ratifica del Trattato, quota minima necessaria per farlo entrare in vigore. Fermo restando che l’Italia non ha partecipato a nessuna delle fasi di approvazione e ratifica del Trattato, questo entrerà in vigore venerdì 22 gennaio. Il Comune di Faenza ha deciso di proseguire nell’azione di sostegno alla Campagna ‘Italia, ripensaci’ affinche? anche il nostro paese ratifichi il Trattato e ne recepisca le prescrizioni. 

Mentre il 15 gennaio l’assessore Davide Agresti è intervenuto in streaming alla sessione informativa curata nell’ambito della campagna ‘Italia, ripensaci’ e della ‘Rete italiana per la pace e il disarmo’, durante la quale Agresti ha esposto le iniziative intraprese dalla passata amministrazione comunale, dal Consiglio Comunale e dalle associazioni pacifiste faentine per far aderire il nostro Paese al Trattato, come sta avvenendo in centinaia di città d'Italia, in preparazione del 22 gennaio, in accordo con  molte associazioni pacifiste della città, l’amministrazione manfreda ha preparato e affisso un manifesto rivolto alla cittadinanza in cui si dà notizia dell'importante novità internazionale. Venerdì 22 gennaio ci saranno poi alcune iniziative per celebrare questa storica data. 

La mattina, nei pressi della fontana monumentale, le associazioni pacifiste faentine, nel rispetto delle norme anti-pandemiche allestiranno un punto informativo, patrocinato dal Comune. Alle 12 poi, per salutare l'entrata in vigore del Trattato, dalla Torre dell’Orologio verranno suonati 10 rintocchi; in contemporanea le chiese della città si uniranno con le loro campane suonate a festa. Infine, nel tardo pomeriggio, i due loggiati di piazza del Popolo verranno illuminati con luce di colore azzurra per ricordare il colore delle Nazioni Unite che ha promulgato il Trattato contro le armi nucleari. L’illuminazione dei loggiati verrà riproposta anche sabato 23 gennaio. 

“Il 22 gennaio -spiega l’assessore Davide Agresti- festeggiamo il raggiungimento di una tappa storica, consapevoli che il traguardo per un mondo senza armi nucleari richiederà ancora il nostro impegno, sempre più convinto. Perché non vi è ratifica delle Nazioni Uniti senza un lavoro costante e appassionato della società civile, i risultati conseguiti, anche grazie allo sforzo dell'associazionismo faentino, ne sono testimonianza. In questo di giorno di festa più che mai, quindi, non dobbiamo stancarci di rafforzare la costruzione di un nuovo paradigma di sicurezza internazionale fondata sul multilateralismo, sugli accordi per il disarmo, sulla sicurezza umana. Un paradigma che parta innanzitutto dalle nostre Città, dalle nostre comunità".  

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