Anche una cooperativa faentina tra i fondatori del consorzio nazionale per il welfare aziendale

Anche Zerocento entra nel gruppo di Fiber, società che aggrega oltre 100 cooperative di tutta Italia per promuovere progetti di responsabilità sociale

Nasce il Consorzio nazionale Fiber e rivoluziona il welfare aziendale: non “solo” benefit ma veri progetti di welfare sociale. La cooperazione sociale cambia l’approccio del welfare aziendale per diventare interlocutore preferenziale delle aziende con l’obiettivo di favorire condizioni di benessere per lavoratori e “caregiver”. Da sempre vicino alle fragilità delle famiglie, il mondo cooperativo si avvicina ulteriormente alle imprese e, partendo dall’esperienza consolidata di tre reti di Cooperative operative in gran parte del territorio nazionale (ComeTe, Pronto Serenità e Ribes), presenta Consorzio Fiber, realtà che riunisce alcune tra le più importanti cooperative e consorzi sociali italiani e che ha dato vita al marchio Welfare Come Te.

Anche le cooperative sociali Zerocento di Faenza e Cad di Forlì – associate a Legacoop Romagna – fanno parte di Fiber: società che aggrega oltre 100 cooperative socie che operano a livello nazionale con standard qualitativi certificati, raggiungendo insieme un numero di lavoratori che supera le 50.000 unità. Inoltre, grazie a partnership territoriali consolidate con numerose cooperative sociali, garantisce una presenza capillare in ogni Regione italiana, facendo quindi in modo che il welfare aziendale possa avere una forte ricaduta territoriale.  Fiber grazie a partnership territoriali consolidate con numerose cooperative sociali, garantisce una presenza capillare in ogni Regione italiana, facendo quindi in modo che il welfare aziendale possa avere una forte ricaduta territoriale.

"Welfare Come Te – spiega il Presidente Alessandro Micich – vuole promuovere una nuova cultura del welfare aziendale: non più solo “benefits” ma veri progetti di responsabilità sociale in grado di rispondere alle reali esigenze socio-demografiche, disegnati e portati avanti dagli stessi attori che, per decenni, si sono occupati di welfare locale, al fianco dei comuni: le cooperative sociali. E lo fa anche lanciando su tutto il territorio nazionale la figura chiave dei Care Manager, persone di grande esperienza nell’ambito dei servizi di cura, tutor che incontrano le famiglie e le orientano nel trovare la soluzione migliore alla loro difficoltà".

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"Vogliamo essere protagoniste nell’integrazione tra il Primo e il Secondo welfare, tra il pubblico e il privato, valorizzando il nostro radicamento territoriale nel dialogo con i diversi stakeholder (lavoratori, sindacati, clienti, consumatori) e rafforzandone identità, valore e responsabilità sociale -, aggiunge la presidente di Zerocento, Arianna Marchi -. Le nostre cooperative – spiega la presidente di CAD, Renata Mantovani  – hanno scelto di partecipare a un progetto che si prende la responsabilità di “ridare dignità” alla parola Welfare, lavorando con le imprese di ogni dimensione". 
 
Un vero e proprio cambio di paradigma: in questo modo, viene capitalizzata l’esperienza della cooperazione sociale nella partecipazione ai servizi di welfare territoriale, dando forma a un modello nazionale in grado di offrire risposte di accompagnamento personalizzato, che non si limita a vendere servizi, ma che si appoggia, dove possibile, a servizi esistenti, pubblici o privati.
 

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