Ancora problemi nel corpo di Polizia locale: "Continueremo a lottare"

Il sindacato Sulpl della Polizia Locale, dopo aver dichiarato lo stato di agitazione degli agenti a settembre 2018 e trascorsi sei mesi, ha reiterato lo stato di agitazione il 17 aprile scorso

Il sindacato Sulpl della Polizia Locale, dopo aver dichiarato lo stato di agitazione degli agenti a settembre 2018 e trascorsi sei mesi, ha reiterato lo stato di agitazione il 17 aprile scorso. Conseguentemente, la Prefettura di Ravenna ha effettuato la convocazione delle parti in contenzioso il pomeriggio del 24 aprile.

"In Prefettura abbiamo illustrato i 15 punti in contenzioso - spiega il segretario provinciale Sergio Menegatti - che sono: spostamenti del personale di Polizia Locale nei vari presidi ricercandone prioritariamente la volontarietà; soppressione delle pattuglie aggiuntive in quanto non finanziato l’apposito progetto; posti di controllo su disposizione della Questura fatti con almeno 3 unità; continuano ad essere messi in servizio da soli operatori di Polizia locale; controllo non adeguato della quantità di straordinario effettuato dagli operatori; nei telefoni cellulari dei reperibili non ancora attivato il sistema automatico di contatto; personale interno idoneo a servizi esterni che non viene ad integrare i servizi esterni serali e festivi; dare completa attuazione all’accordo sulle 35 ore settimanali per il personale turnista; personale di Polizia locale impiegato ancora in notifiche non proprie nonostante diffida e segnalazione alla Corte di Conti; permessi orari per particolari motivi personali concessi in modo discriminante rispetto agli altri dipendenti dell’Ente; richieste particolari sui turni mensili da aumentare; pattuglie serali congiunte da gestire in modo migliore; revisione dell’accordo sulla Previdenza integrativa; rispetto del periodo minimo di riposo di 11 ore fra un turno e l’altro; corsi di formazione svolti in modo equilibrato e in tempi brevi".

I primi 8 punti erano già stati oggetto della scorsa dichiarazione dello stato di agitazione e mai risolti: "A questi in sei mesi se ne sono aggiunti tanti altri - prosegue Menegatti - Dopo aver illustrato i vai punti ne è sorta una discussione moderata dal Viceprefetto, ma che non ha portato a nessuna conclusione. Conseguentemente, a seguito della mancata conciliazione registrata in Prefettura per lo stato di agitazione della Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, continueremo con altre azioni di lotta che gli operatori di Polizia locale, assieme al DiCcap - Sulpl, decideranno di intraprendere. Riteniamo che sia un grosso problema il mancato investimento economico sulla Polizia locale per i servizi aggiuntivi, a tutela della sicurezza dei cittadini, che ad oggi è zero; addirittura con il nuovo accordo decentrato che è stato firmato da altri Sindacati diminuiranno i compensi per gli operatori di Polizia Locale. In sostanza si tengono schiacciati gli operatori di polizia e si valorizzano altri dipendenti amministrativi che stanno in ufficio. Questa situazione è inaccettabile".

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