Cronaca

Anche gli studenti hanno celebrato il 72esimo anniversario della Liberazione di Ravenna

Ha chiuso la cerimonia il sindaco Michele de Pascale sottolineando l'immensa fortuna di poter ascoltare direttamente da chi ha fatto la storia, cosa avvenne e com'era il nostro paese prima della Liberazione, settantadue anni fa

Lunedì mattina, presso la Sala preconsiliare della Residenza municipale, alla presenza di tanti studenti delle scuole superiori, si è celebrato il 72esimo anniversario della Liberazione di Ravenna. L’appuntamento, preceduto ieri dalla cerimonia di deposizione di corone in omaggio ai caduti in Piazza del Popolo, è stato dedicato in particolare al 70° anniversario del voto alle donne (2 giugno 1946) e al contributo fondamentale che fornirono nella lotta per la conquista della pace e della libertà durante la Resistenza.

La cerimonia è stata aperta con i saluti della Presidente del Consiglio Comunale, Livia Molducci, che ha ricordato come “fu proprio nella Resistenza e nella stagione della ricostruzione che le donne mostrarono una volontà forte di protagonismo personale, di cittadinanza, esaltando il proprio senso di responsabilità e la propria autodeterminazione. Grazie a questo protagonismo femminile si è così potuti arrivare al riconoscimento del diritto di voto per le donne e del principio dell’uguaglianza tra i sessi per l’esercizio dei diritti politici. Il diritto di voto delle donne esercitato per la prima volta a Ravenna con le elezioni amministrative del 7 aprile 1946 – ha continuato Molducci – vide una risposta entusiasta delle elettrici che parteciparono in massa al voto, con un'adesione che superò addirittura l'89% delle aventi diritto. A Ravenna poi le donne votanti furono ancor più numerose e superarono di oltre duemila unità gli uomini”.

Ai saluti della presidente è seguita la proiezione del video “Il ricordo del primo voto. Il 1946 delle donne”, curato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea e presentato dal direttore Giuseppe Masetti, il quale ha spiegato come il video sia stato realizzato con la volontà di andare oltre la pura celebrazione “per avvicinarci a quel tempo, alle mentalità alle emozioni di quei giorni. Il paese trovò nei partiti del comitato di liberazione nazionale le ragioni per raccogliere le istanze dei gruppi di difesa della donna sul diritto al voto; furono principalmente i partiti di massa a riconoscere per primi l’impegno femminile nelle organizzazioni clandestine, negli scioperi nelle città e nelle campagne e nell’associazionismo militante per cui il nostro paese aveva preso nuova coscienza”.

Dopo la proiezione ha portato la sua testimonianza Adelina Grossi, Partigiana, protagonista della Liberazione di Ravenna “Per questa liberazione Arrigo Boldrini, Bulow, è stato insignito alla Medaglia d’Oro al Valor Militare, che accettò a nome di tutti i partigiani e patrioti … ecco, noi donne e uomini della Resistenza sentimmo che quella Medaglia d’Oro, Bulow la portava per tutti noi. In quella vedevamo la nostra lotta per la Repubblica, per la democrazia e per il suffragio universale con il voto anche a noi, con il voto alle donne. Potevamo votare tutte. Dalle giovani ventunenni alle nonne anche se sapevano appena fare la propria firma. E tutte avevamo chiaro il senso di quello che stavamo facendo. E la dignità acquisita: non più la moglie di…, la figlia di… ma noi, con nome e cognome. Ci vestimmo da festa. Ci facemmo la messa in piega perché quel voto meritava rispetto: avremmo deciso per un Paese finalmente nostro, un nuovo Paese che stava nascendo”.

Ha chiuso la cerimonia il sindaco Michele de Pascale sottolineando l’immensa fortuna di poter ascoltare direttamente da chi ha fatto la storia, cosa avvenne e com’era il nostro paese prima della Liberazione, settantadue anni fa. “Per chi oggi ha vent’anni pensare ad una società senza libertà è qualcosa di difficile, anche solo da immaginare e corriamo il rischio tutti i giorni di dimenticare che per questa parola così bella, così importante, così difficile da definire, donne e uomini della nostra città hanno combattuto, dando la vita e che senza queste persone oggi potremmo vivere in una società completamente diversa da quella che conosciamo. Il seme della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia ha saputo combattere anche una delle più grandi ingiustizie che da sempre caratterizzava la nostra cultura, la negazione del voto alla donna. Conquista che le donne del nostro paese hanno dovuto fare giorno dopo giorno, battaglia dopo battaglia, guadagnandosi diritti e spazi di rappresentanza”.

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