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Antenne della telefonia mobile, Lista per Ravenna: "Caso assurdo in via del Mugello"

Ancisi: "A Ravenna non viene più richiesta la fondamentale presentazione dei programmi annuali da parte dei gestori"

Il 12 agosto scorso alcuni residenti di via del Mugello, laterale di via Vicoli interna al centro urbano, hanno chiesto a Lista per Ravenna un contatto preoccupati per la prospettiva di installazione all’altezza dei civici 12/14, ad opera della società Iliad, di un nuovo impianto di telefonia mobile, appresa all’arrivo di operai incaricati di “prenderne le misure”.

"A seguito del colloquio intervenuto, abbiamo messo a fuoco i termini attuali del problema - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Gli impianti Iliad sono già abbastanza diffusi nel ravennate, ma non risulta ancora presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap) del Comune alcuna comunicazione volta a installarne uno nuovo in via del Mugello. Ovviamente tutti ci rendiamo conto che, per usare i telefoni cellulari senza problemi di segnale o di potenza, occorre che i ripetitori siano adeguatamente diffusi sul territorio urbanizzato, fatte salve però le dovute precauzioni. Si fa carico di ciò, nel Comune di Ravenna, il “Regolamento per l’installazione, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti per la telefonia mobile cellulare”, approvato nel marzo 2001 per iniziativa e impegno pressanti di Lista per Ravenna. Avendo fatto da apripista per molti altri Comuni, esso è tuttora esistente con valore di legge allo scopo di “garantire l’attuazione del principio della cautela, della minimizzazione dei valori di campo elettromagnetico (con particolare riferimento alle aree di pertinenza di attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche), della tutela della salute e dell’ambiente e del minore impatto ambientale e paesaggistico, nonché promuovere la corretta informazione alla popolazione”. Obiettivi tanto più sacrosanti in previsione dell’imminente lancio del 5G, che non deve produrre allarmismi, bensì valorizzare appunto “il principio della cautela”, giacché le ricerche scientifiche compiute non hanno dimostrato con certezza che la sua diffusione non produca rischi, in particolare cancerogeni, per la salute".

"Il regolamento comunale prescrive innanzitutto che ogni gestore di telefonia mobile presenti al Comune il “Programma annuale delle installazioni fisse da realizzare nell’anno successivo corredato dalla localizzazione degli apparati e dalla documentazione tecnica prevista” di cui va data pubblicità affinché entro 30 giorni i cittadini possano presentare osservazioni - precisa Ancisi - Un Gruppo Tecnico di Valutazione giudica la rispondenza dei programmi alle disposizioni regolamentari, anche in relazione alle osservazioni presentate, potendo convocare ogni singolo gestore “per proporre eventuali modifiche ai siti puntuali e/o alle aree di ricerca presentate e/o l’eventuale condivisione dei siti”. In parole povere, il Comune non è obbligato ad accettare a scatola chiusa i siti scelti dai gestori, anzi. Questa procedura si è però allentata a Ravenna perché non viene più richiesta la fondamentale presentazione dei programmi annuali da parte dei gestori, la cui autorizzazione è condizione imposta perché si possano installare impianti singoli, anche se con urgenza. Occorre perciò che si ricominci a fare sul serio, chiedendo che entro il 30 settembre (come dice il regolamento) i gestori presentino il proprio programma 2021, nel frattempo sospendendo ogni procedura per l’installazione di nuovi impianti nel 2020. Si avrà il tempo per ripristinare “la corretta informazione alla popolazione”, onde riceverne tutte le osservazioni e valutarne l’accoglimento in contradditorio coi gestori. Il problema è di portata generale. Nel caso di via del Mugello 12/14 si anticipa fin d’ora che collocare lì un nuovo ripetitore contraddice l’art 3.3 del regolamento, che impone di perseguire “la minimizzazione delle esposizioni ai campi elettromagnetici a carico delle popolazioni interessate e l’ottimizzazione degli interventi previsti dai Gestori, di concerto con il Comune, anche attraverso la condivisione dei siti e messa a disposizione di aree ed immobili pubblici…”. In via Versilia, a 50 metri, ce n’è un altro, di recente potenziato. Altro che “minimizzazione”.

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