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Negativa al Covid e isolata in casa di riposo, si contagia e muore. Il figlio: "Qualcuno deve pagare"

E' stata contagiata mentre si trovava in una stanza singola della casa di riposo in isolamento. E il figlio, comprensibilmente, non si dà pace

E' stata contagiata mentre si trovava in una stanza singola in isolamento nella casa di riposo. Non si dà pace Claudio (nome di fantasia), 61enne di Alfonsine che a ottobre ha perso la madre 93enne, ricoverata alla cra Boari di Alfonsine - dove a metà ottobre è scoppiato un grosso focolaio di Coronavirus e sono deceduti diversi degenti. Claudio è sbigottito e arrabbiato, tanto che ha presentato esposto in Procura per cercare di fare luce sul caso di sua madre.

"Il 9 ottobre mia madre è stata dimessa dalla Domus Nova, dove era ricoverata per una infezione delle vie urinarie, e non avendo più la bandante in casa avevo già riservato un posto per lei alla Boari, dove doveva continuare le cure - spiega l'uomo - Prima di entrare nella casa di riposo ha fatto un tampone, risultato negativo. Come da protocollo, è stata comunque messa per 14 giorni in isolamento in una camera singola, tanto che neanche noi parenti la potevamo andare a trovare. Dopo 9 giorni, il 18 ottobre, è scoppiato il focolaio di Covid alla Boari, ma mia mamma era ancora in isolamento. Ho chiamato la direttrice, e lei mi ha rassicurato che mia madre era in isolamento e che in ogni caso avevano isolato i casi positivi. Hanno comunque fatto un tampone a mia madre, che il 21 è risultato negativo. Il 25 (17 giorni dopo il ricovero dell'anziana, ndr) mi chiamano per dirmi che mia mamma ha fatto un altro tampone ed è risultato positivo. Com'è possibile, se era in isolamento?".

L'ipotesi più probabile, secondo l'uomo, è quella che il Covid sia stato portato nella stanza della madre da un operatore. "Il 30 ottobre mi chiama un medico per dirmi che avevano dovuto aumentare l'ossigeno a mia madre, ma che per quanto riguardava il Covid secondo lui era asintomatica - continua Claudio - Il giorno dopo non ho ricevuto chiamate. Nella notte tra sabato e domenica mi chiamano e mi dicono che mia madre si era improvvisamente aggravata. Noi abbiamo detto di portarla subito in ospedale. Alle 4.30 mi chiamano dal pronto soccorso dicendomi che non credevano che mia madre avrebbe passato la notte. E' entrata in ospedale con la saturazione a 60, in condizioni gravissime, e alle 4 della domenica pomeriggio è deceduta".

Una morte dolorosa e poco chiara: "E' una storia assurda e raccapricciante - attacca il 61enne - Mia mamma è entrata sana e in forma, è stata isolata ed è stata contagiata: qualcuno non ha fatto quello che doveva fare. Non sono stati rispettati i protocolli, evidentemente un operatore è entrato e l'ha contagiata". Claudio cita le parole della direttrice del distretto sanitario di Ravenna dell'Ausl della Romagna Roberta Mazzoni, che in una intervista con il sindaco Michele de Pascale aveva ammesso che "quando all'interno di una struttura per anziani scoppia un focolaio, non possiamo dirla diversamente: qualcosa non ha funzionato perfettamente". "E' così, ed è giusto nei confronti di mia madre denunciare questa cosa - insiste Claudio - Lei doveva morire quando era il suo momento, non per un protocollo non rispettato. Dalla Boari non mi ha chiamato nessuno per farmi le condoglianze, però la fattura per il pagamento del mese l'ho ricevuta...".

Il caso di Claudio è stato portato all'attenzione della Regione dal consigliere della Lega Andrea Liverani, che l'ha inserito in una interrogazione. "Prima di presentare esposto in Procura ho informato del caso anche il sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani - conclude il 61enne - Mi sembrava corretto metterlo al corrente della cosa. Non vorrei che questa mia denuncia cadesse nel vuoto. Se c'è qualcuno che ha sbagliato, qualcuno deve pagare".

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