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Anziani, nuova Asp Ravenna-Russi-Cervia per la gestione delle strutture

Vari i motivi di questa scelta: l'evoluzione normativa, con l'ultima modifica relativa al 2013 e legata alla razionalizzazione, dalla tipologia di servizi agli organi di governo

Con la reinternalizzazione dei servizi sociali da parte del Comune di Ravenna, cambia pelle l'Asp di distretto. E martedì sera in Consiglio comunale arriva il via libera a maggioranza, con 17 voti favorevoli, cinque contrari e tre astenuti - il Gruppo misto e Ravenna in Comune - alla convenzione tra i Comuni, anche Cervia e Russi, per la costituzione e la partecipazione in qualità di soci all'ente e del relativo statuto.

Vari i motivi di questa scelta, spiega l'assessore ai Servizi sociali Valentina Morigi: l'evoluzione normativa, con l'ultima modifica relativa al 2013 e legata alla razionalizzazione, dalla tipologia di servizi agli organi di governo. E anche "un'evoluzione amministrativa e più politica, legata alla volontà delle giunte coinvolte. Dunque è stata superata la consegna della gestione dei servizi sociali ad Asp per reinternalizzarla. La cui finalità viene ristretta alla gestione dei centri residenziali e semiresidenziali e agli interventi per disabili e anziani. C'è inoltre una rideterminazione delle quote, con il 50% sulla base dei conferimenti patrimoniali e il resto in base al volume di spesa e ricavi. Ravenna ha così il 38%, Cervia il 30%, Russi il 32%.

Tutti respinti gli otto emendamenti presentati dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. "Il problema principale - argomenta il civico - è di sistema. Non c'è più un solo soggetto pubblico, si fa un'Asp per i servizi residenziali, contraddicendo lo spirito della legge regionale". Si tratta di "un'azienda lillipuziana, con solo due strutture residenziali a Russi e Cervia". Per giustificare l'entrata di Ravenna, attacca, "si offende la cittadinanza, conferendo tre strutture con relative proprietà da 20 milioni di euro": San Giovanni Bosco, Villa Fabbri e Valentiniano. Mentre Cervia e Russi si fermano a otto milioni. Ancisi critica inoltre il cda a tre "da manuale Cencelli" per cui si spendono "83.000 euro a fronte di sei milioni di euro scarsi di attività". Il civico chiede inoltre criteri più specifici per la scelta del presidente. Daniele perini di Ama Ravenna sottolinea che "si pagherà 1.500 euro al mese rispetto ai 2.500 delle strutture private. Basterebbe questo". Alberto Ancarani di Forza Italia si sofferma invece sulla necessità di mantenere in piedi l'Asp. "Lo facciamo per lo stipendio di Susanna Tassinari?", chiede. (fonte Dire)

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