Anziano pedinato e rapinato da due romene senza scrupoli: prese

Si tratta di una 22enne ed una 29enne originarie della Romania, senza fissa dimora, già note alle forze dell’ordine per via di precedenti denunce sempre in tema di reati contro il patrimonio

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Faenza hanno identificato e denunciato le due donne straniere che nel pomeriggio del 22 febbraio scorso, nel centro del capoluogo manfredo, dopo aver pedinato a lungo un 66enne del luogo, lo hanno aspettato all’uscita dei bagni pubblici dove mediante la consolidata “tecnica dell’abbraccio” gli hanno rubato il portafogli. Quando si sono accorte che nel portafogli dell’anziano c’erano più documenti che denaro, gli hanno chiesto la somma di 500 euro per la restituzione ma il 66enne si è rifiutato. A quel punto gli hanno strappato di dosso la collanina d’oro e sono scappate.

Si tratta di una 22enne ed una 29enne originarie della Romania, senza fissa dimora, già note alle forze dell’ordine per via di precedenti denunce sempre in tema di reati contro il patrimonio. La 29enne nel dicembre del 2014 era stata estradata dalla Romania in quanto colpita da un mandato di arresto europeo richiesto dalla Procura di Ravenna poiché nel febbraio 2013, sempre a Faenza, aveva messo a segno in pochi giorni due furti ed una rapina rispettivamente ai danni di un 84enne, di un 79enne e di un 64enne.

Per l’esito dell’indagine è stata determinante l’attività preventiva e repressiva intensificata negli ultimi  mesi dai Carabinieri della Compagnia di Faenza per contrastare l’ “odioso” fenomeno legato alla presenza in città delle pericolosissime “adescatrici” di etnia rom che sedute sulle panchine lungo il viale della stazione oppure all’uscita dei supermercati o uffici pubblici, molestano gli anziani chiedendo loro insistentemente l’elemosina, arrivando a volte anche ad offrire prestazioni sessuali che in realtà sono delle “trappole” fatali. 

I quotidiani controlli degli uomini dell’Arma hanno consentito di identificarle e fotografarle, alimentando così la banca dati delle forze di polizia utilissima per poi procedere ai riconoscimenti con le vittime di reati contro i patrimonio, così come è avvenuto nel caso del 66enne rapinato. E' già la terza indagine in poco più di un mese, portata a termine dai militari dell’Arma per reati di questo tipo, tutti commessi da giovani donne di etnia rom ai danni di anziani faentini mediante sempre diversi “modus operandi”. Il primo febbraio è stata arrestata una 20enne proveniente dal campo nomadi di bologna che dopo essersi appartata con un 72enne promettendogli “dolci” effusioni, aveva tentato di ricattarlo e di rubargli il portafogli.

Il 14 febbraio sono state arrestate due donne rom che fingendosi infreddolite avevano convinto un 64enne ad accompagnarle in auto in stazione dopodichè lo avevano assalito rubandogli portafogli e telefonino, negli ultimi giorni alcune di loro già colpite dal divieto di ritorno a Faenza sono state sorprese in centro città e quindi denunciate, fino all’ultimo episodio con la “tecnica dell’abbraccio” messo a segno il 22 febbraio ai danni del 66enne.

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L'Arma raccomanda soprattutto agli anziani “di non fermarsi mai a dare ascolto a sconosciuti anche se all’apparenza cordiali e ben vestiti che a volte si spacciano per amici o chiedono indicazioni stradali oppure mirano a far compassione con il pretesto di chiedere l’elemosina per poi ringraziare con un abbraccio affettuoso: è un metodo collaudato per sfilare il portafogli, l’orologio oppure la collanina”. 

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