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Apre il nuovo ristorante della Rocca Brancaleone. Ma anche un'osteria e un chiosco di panini gourmet

Inaugurano diversi nuovi locali, tutti collocati lungo la cinta muraria ravennate, che hanno deciso di mettersi in gioco

Con il ritorno in zona gialla Ravenna è ripartita, con le prime riaperture al pubblico di bar e ristoranti. E tra questi ci sono anche diversi nuovi locali del gruppo di RavennaFood, estensione locale di ChetoChef emiliaromagnacuochi, tutti collocati lungo la cinta muraria ravennate, che hanno deciso di mettersi in gioco.

E' il caso dell’Osteria dalla Zabariona di Andrea Rondinelli, che inaugura in via Argentario, a pochi metri dai resti delle mura dove recentemente sono state rinvenute tracce di un’antica porta e accanto a San Vitale. E poi il nuovo ristorante dei due soci di Akamì Casa&Bottega, nel cuore della fortificazione veneziana, la Rocca Brancaleone, poco lontana da Porta Serrata, che prenderà il nome di Furler - storie di gastronomia romagnola. Un altro locale che inaugura in città è l’Osteria N11 - il Chiosco Differente di chef Matteo Salbaroli, un chiosco di panini gourmet (ma non solo) in piazza della Resistenza, idealmente nelle vicinanze dell’antica Port’Aurea e nella zona di accesso ai turisti che raggiungono il centro della città attraverso le antiche mura.

Una serie di appuntamenti che palesano la voglia di ripartenza degli chef di RavennaFood, tanto quanto il coraggio dimostrato durante i mesi più bui, quando nonostante le enormi incertezze sono stati aperti altri tre locali in città: Laboratorio 81 di chef Matteo Salbaroli, la Bottega di Olivia dei fratelli Marco e Simona Di Marco e la nuova sede di Radici Cucina e Cantina di via Mentana dello chef Paride Cellarosi e la sua socia Valentina Giovannini.

“Siamo orgogliosi di accogliere tra noi queste tre realtà - dichiara Michele Ceccarelli, segretario di CheftoChef emiliaromagnacuochi - come lo siamo di tutti i nostri soci, che in questi mesi davvero duri per il settore dell’horeca, hanno saputo guardare avanti senza perdere la fiducia. Ora siamo pronti a ripartire. Oggi più che mai dobbiamo aprire le porte anche dei nostri locali, delle chiese e dei monumenti, per conoscere e far conoscere la nostra città, ma con la prudenza di chi le rispetta e di chi rispetta gli altri”.

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