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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

"Stai zitta o ti ammazzo e ti taglio la gola": salvata dalla furia del convivente

Nell’approfondire gli accertamenti i Carabinieri hanno riscontrato che non si trattava del primo caso di aggressione: già nel 2008 infatti la signora si era dovuta rivolgere alle cure dei medici per altri traumi al volto

"Stai zitta o ti ammazzo e ti taglio la gola". I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ravenna hanno tratto in salvo un 46enne di origini russe dalla furia di un 40enne catanese, arrestato con l'accusa di lesioni personali e violenza privata. L'episodio si è consumato nella nottata di giovedì. Gli uomini dell'Arma sono intervenuti dopo la richiesta d'aiuto al 112 della donna, che aveva segnalato una violenta lite con il convivente, già noto alle forze dell'ordine. Ad un certo punto la conversazione telefonica, già disturbata dalle grida, è stata interrotta.

L’uomo infatti, proprio per evitare l’intervento dei carabinieri, aveva strappato di mano il cellulare alla compagna. Fortunatamente la Centrale Operativa, in pochi secondi è riuscita a localizzare la richiesta di intervento, consentendo così ai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di giungere tempestivamente sul posto. La pattuglia non avendo avuto risposta al campanello del numero civico interessato, ha effettuato un giro d’ispezione all’esterno udendo distintamente le urla di paura e di dolore della 46enne.

Gli uomini in divisa sono entrati all’interno dell’abitazione, da dove udivano frasi del tipo “stai zitta o ti ammazzo e ti taglio la gola”. Raggiunte le voci, hanno trovato la donna rannicchiata a terra, mentre piangeva e ancora tremante con i pantaloni abbassati; il compagno sopra di lei aveva ancora il braccio proteso pronto a colpirla nuovamente se non fosse stato, con non poca difficolta, bloccato dai Carabinieri.

Reso inoffensivo l’aggressore, le attenzioni sono state finalmente indirizzare alla donna che tranquillizzata è stata portata in ospedale. Alla vittima è stato riscontrato un trauma cranico e da varie fratture alle ossa nasali e segni inequivocabili di una brutale aggressione. Dopo le cure del caso, dimessa con una prognosi di 30 giorni di convalescenza, verrà seguita da personale specializzato.

Nell’approfondire gli accertamenti i Carabinieri hanno riscontrato che non si trattava del primo caso di aggressione: già nel 2008 infatti la signora si era dovuta rivolgere alle cure dei medici per altri traumi al volto, che seppur giustificati all’epoca come un incidente domestico, lasciano pochi spazi a dubbi sulla reale causa. L'aggressore si trova in carcere.

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