Artigianato artistico, Massimo Isola: "Made in Italy e industrie creative tra le priorità"

Il vicesindaco di Faenza e presidente di Aicc sottolinea come "L’arresto del sistema produttivo italiano e lo stop agli eventi culturali abbiano messo in seria difficoltà l’artigianato artistico del nostro Paese"

Le ripercussioni che il grave stato di crisi attuale sta avendo sul settore dell’artigianato artistico e tradizionale hanno spinto i rappresentanti del Tavolo nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico (di cui è firmataria anche Aicc – Associazione Italiana Città della Ceramica), a stilare un appello importante ed urgente.

“L’arresto del sistema produttivo italiano, lo stop agli eventi artistici e culturali, la sospensione di ogni mobilità e delle dinamiche turistiche: non ci sono dubbi, quello che è successo in questi mesi ha messo in seria difficoltà anche l’artigianato artistico del nostro paese - commenta Massimo Isola, Vicesindaco di Faenza e Presidente di AiCC - Dopo anni difficili ma produttivi, nei quali le arti applicate stavano lavorando con passione e lungimiranza, questa crisi ha seriamente colpito migliaia di artigiani che in ogni angolo del paese lavorano con cura e competenza spesso portando avanti tradizioni secolari. Per difendere questo patrimonio e per lavorare affinché possa continuare a crescere insieme all’Italia è necessario che i vari soggetti che si occupano di questi temi lavorino insieme, con proposte mirate, per dare risposte al domani e al medio periodo. Per questo motivo come Aicc abbiamo lavorato insieme ad altre autorevoli rappresentanze in questi giorni. Abbiamo costruito un confronto profondo, abbiamo intrecciato punti di vista, abbiamo dato vita ad una proposta che abbiamo avanzato al Governo. È necessario che l’Italia esca da questa crisi mettendo il made in Italy e il lavoro delle industrie creative tra le priorità. È quindi necessario creare le condizioni per un rilancio dell’intero panorama dell’artigianato artistico non solo per difendere migliaia di posti di lavoro ma per stimolare la innovazione, il lavoro delle nuove generazioni, il rapporto tra patrimonio storico e produzioni contemporanee. Investire sulla ceramica, sul mosaico, sul vetro, sulle pietre, investire su laboratori dove l’Homo Faber produce bellezza e funzionalità significa creare comunità più coese, identità più forti e proposte di crescita più radicate.

In questi mesi come AiCC abbiamo lavorato con passione. Abbiamo costruito il progetto Buongiorno ceramica on line, edizione straordinaria e ancora una volta abbiamo capito quale patrimonio creativo e artigianale ci sia nel nostro paese. Questo evento ha avuto un fortissimo impatto comunicativo e ha aiutato centinaia di piccole imprese ceramiche a trovare nuovi stimoli e nuovi prodotti di promozione. Esiste una dorsale artigianale nella Italia delle 100 città e quella ceramica è una delle più vive. Dopo il grande risultato di Buongiorno ceramica andiamo avanti. Stiamo progettando un nuovo modo di vivere le fiere e i mercati ceramici e stiamo candidandoci a progetti europei e nazionali per continuare a elaborare proposte concrete per i nostri ceramisti”.

Il grave stato di crisi attuale, conseguenza dell’emergenza Coronavirus, rischia di incidere negativamente, in modo molto pesante, sull’intero sistema economico, produttivo e imprenditoriale italiano, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro. In questo contesto complesso e preoccupante, il settore dell’artigianato artistico e tradizionale si trova purtroppo in una situazione di estrema fragilità, mettendo a rischio anche la sopravvivenza di un importantissimo patrimonio culturale, di tradizioni e di tecniche tramandate da secoli, che hanno contribuito in larga parte alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo.

I rappresentanti del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico – documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale – vogliono accendere i riflettori su questo settore specifico dell’economia italiana che richiedere particolare attenzione. Alla fine del I trimestre 2019 le imprese artigiane dell’artigianato artistico e tradizionale risultavano in tutto 288.302 con 801.001 addetti: rappresentano il 22,2% delle imprese artigiane ed il 28,2% degli addetti dell’artigianato nazionale.

Il peso del settore è quindi significativo, ma ancora più importanti sono le caratteristiche peculiari che fanno dell’artigianato artistico un elemento basilare dell’economia e della manifattura italiana; un fattore costituente dell’identità, delle tradizioni e della cultura dei luoghi; una componente fondamentale dell’offerta turistica dei nostri territori; un’industria creativa che molto può dare alle giovani generazioni in cerca di una strada professionale e imprenditoriale. Proprio queste peculiarità rendono necessarie strategie e politiche mirate, che tengano conto della complessità e delle potenzialità del mondo dell’artigianato artistico e tradizionale.

La Carta dell’Artigianato attribuisce all’artigianato artistico tre valori fondamentali che non possono essere ignorati dai decisori. Rappresenta una risorsa economica e produttiva fondamentale fatta da microimprese, da laboratori radicati nei territori; costituisce un patrimonio culturale unico frutto di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositaria di conoscenze anche in rapporto a settori culturali molto diversi; l’artigianato infine influenza il tessuto sociale, crea occupazione, stabilità sociale, sviluppo economico sostenibile.

Il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico propone una riflessione accurata e auspica un’attenzione particolare da parte dei decisori per questo settore così importante nella definizione della nostra identità e del nostro sapere e saper fare che è al contempo anche così fragile, per le dimensioni aziendali, per i mercati di riferimento, per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose.

Tale riflessione dovrebbe svolgersi attorno ad alcuni temi principali, che vedono l’artigianato artistico al centro di una rete di rapporti e di interazioni con altre risorse economiche, culturali e sociali del nostro Paese, con l’obiettivo di giungere a progettualità e linee di azione condivise che possano sostenere il settore in questa fase di grande crisi e di grande cambiamento del nostro mondo, non solo produttivo.

I temi e le possibili linee di azioni che dovrebbero essere sviluppati, in un costante e proficuo rapporto di condivisione con i decisori politici e con gli amministratori, sono i seguenti:

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  • Artigianato Artistico e Made in Italy: strategie e opportunità di commercializzazione e di internazionalizzazione delle produzioni artistiche e tradizionali italiane nel nuovo contesto globale;
  • Artigianato Artistico ed economia circolare: il ruolo e le opportunità per il settore nel contesto della green economy e nelle strategie di uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’ambiente e dell’etica della produzione;
  • Artigianato Artistico, cultura e formazione: le potenzialità dell’artigianato artistico in rapporto al mondo della cultura, con particolare riferimento all’offerta integrata dei musei e al mondo dell’istruzione e della formazione.
  • Artigianato Artistico, turismo e territorio: il settore come fattore fondamentale nella costruzione delle future strategie di promozione e di sviluppo del sistema turistico italiano, con particolare riferimento a politiche e progetti territoriali integrati.

L’obiettivo del percorso di riflessione sopra descritto è la creazione di linee strategiche di medio e lungo periodo, che riportino l’artigianato artistico al centro della scena economica e culturale nazionale, ma anche l’individuazione di possibili azioni di breve periodo che possano dare risposte concrete alle aziende e ai laboratori in difficoltà.

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