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Cronaca

Ascoltando Rodotà: inaugurato l'Anno Accademico di Giurisprudenza davanti a 500 persone

Sono intervenuti altresì Guido Sarchielli prorettore per le sedi della Romagna, Nicoletta Sarti presidente della scuola di giurisprudenza, Giorgio Gruppioni coordinatore del campus ravennate e Luigi Balestra responsabile dei corsi

Si è aperto venerdì mattina al Centro Congressi l’anno accademico dei corsi di giurisprudenza, sede di Ravenna. Il professor Stefano Rodotà ha svolto la lezione magistrale sulla dignità umana di fronte a 500 fra studenti e docenti che gli hanno tributato un lungo applauso. A salutarlo il vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi, che ha sottolineato "il buon andamento delle iscrizioni ai corsi universitari ravennati", complimentandosi con i neolaureati premiati nel corso della mattinata e con le numerose imprese che sostengono l’insediamento universitario nella nostra città. Sono intervenuti altresì Guido Sarchielli prorettore per le sedi della Romagna, Nicoletta Sarti presidente della scuola di giurisprudenza, Giorgio Gruppioni coordinatore del campus ravennate e Luigi Balestra responsabile dei corsi.

Dai campi di Rosarno, al fenomeno del precariato, dagli episodi di razzismo e intolleranza che affliggono quotidianamente la società all’ultima tremenda barbarie delle persone sgozzate in tv. Queste sono le ferite alla dignità umana secondo Rodotà, chiarendo che la rivoluzione della dignità è figlia del Novecento tragico e ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costruzione del concetto di dignità umana: dagli orrori della Shoah come negazione dei diritti e delle persone alle costituzioni del dopoguerra e dei Paesi vinti, come quella italiana e tedesca, che tanta parte hanno avuto nella determinazione e costruzione del principio della dignità umana.

“Non è possibile dissociare la dignità umana dai concetti di libertà, uguaglianza e solidarietà” – ha detto Rodotà. “Dall’intrecciarsi di questi principi, l’uomo riceve pienezza di vita e quindi maggiore dignità umana”. “La dignità umana è affidare all’individuo la capacità di governare liberamente la propria esistenza”, ha illustrato. Da qui le continue negazioni a cui si assiste nella quotidianità del nostro tempo. “Non c’è dignità nel negare a un individuo il diritto di porre fine alla propria vita; non c’è dignità nel trattare le persone come schiavi, nel dimostrare intolleranza nei confronti del diverso. E ancora: non c’è dignità nel precariato o nella mancanza di lavoro”.

Ecco allora che la lezione di Rodotà parla di temi moderni e di estrema attualità e “la dignità umana non è un discorso del passato, ma diventa un passaggio fondamentale per governare il nostro futuro, che è già presente”: dai casi di Eluana Englaro, alla rivolta degli immigrati africani a Rosarno, fino agli episodi di razzismo e intolleranza del quotidiano, per continuare con le miriade di esempi di cui la realtà contemporanea è costellata e in cui questo principioricorre”. La prolusione è stata preceduta dalla premiazione dei quattro migliori studenti dei corsi di laurea giuridici ravennati.

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