Attacco omofobo al presidente di Arcigay Di Maio: "Vigliaccheria. Non ho paura"

Lunedì mattina si è trovato imbratatta la vetrina dell'ufficio dell'agenzia di cui è titolare con la scritta "frocio"

Il presidente dell’Arcigay Ciro Di Maio vittima di un episodio di omofobia. Lunedì mattina si è trovato imbratatta la vetrina dell'ufficio dell'agenzia di cui è titolare con la scritta "frocio". "Un attacco che reputo di una vigliaccheria alquanto bassa, perchè non può non essere vigliacca la persona che con il favore delle tenebre, nascondendosi nel silenzio notturno, ti scrive sulla porta una parola per recarti offesa - afferma Di Maio -. Io ci metto la faccia perchè ci credo nel fatto che l'omobitransfobia sia da condannare, perchè non provo vergogna per quello che sono e per quello in cui credo, perchè non essere eterosessuali non è una cosa per cui nascondersi".

"La scritta sta la - aggiunge -. La vedete, non ho fretta di cancellarla perchè non ho paura. E non ho paura perchè so che questo non è il pensiero della mia città, come altre volte ho dichiarato. Continua ad esistere una minoranza di persone, di mele marce, che pensano di intimorire così il prossimo, ma so bene che questo non è il pensiero della comunità ravennate. So bene che la mia città è vicina a me quanto è vicina alle vittime di atti di omobitransfobia. Una legge contro l'omobitransfobia, come quella in discussione in questo periodo non è solo opportuna, è proprio necessaria! Quando si arriva a colpire una persona nella sua sfera personale, per intimorirla, si tratta di un attacco a tutta la comunità che questa persona sta rappresentando. Ringrazio le persone che mi hanno già mostrato solidarietà, la vostra presenza è preziosa. Meglio frocio che razzista".

Diversi i messaggi di solidarietà. "Siamo davanti ad un gravissimo episodio di omofobia - sono le parole del sindaco Michele De Pascale -. Aggressioni di questo tipo non sono tollerate e vanno denunciate e condannate duramente. Tutta la nostra comunità esprime piena solidarietà e vicinanza a Ciro Di Maio". Interviene così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. "Nel racconto che Ciro stesso ha postato sul suo profilo Facebook c'è tutto l'orgoglio di una persona gay visibile che ha scelto di stare in prima linea e di questo gli siamo grati. Però fa male, fa tanta rabbia, mette sconforto. Perché essere una persona lgbti visibile in questo Paese ha dei costi, in termini di opportunità, di discriminazioni, perfino di insulti e di violenze. Non può e non deve essere così. Lo ripetiamo a gran voce: serve una legge efficace contro l'omotransfobia e serve rapidamente, senza tagli o compromessi al ribasso. Serve perché quella legge sarà solo un argine, ma un argine, in questo momento in cui l'onda d'odio non si ferma e sembra quasi ingrossarsi, è fondamentale".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Anche Volt Ravenna esprime "la massima solidarietà a Di Maio. Purtroppo non è il primo caso di omofobia nella nostra città e speriamo sempre che sia l'ultimo. Davanti ad atti del genere, bisogna manifestare, tutti ed apertamente, la propria vicinanza a persone che Di Maio e il circolo Arcigay. Perché situazioni come queste non devono assolutamente trovare spazio nella nostra città". Così Emilia Romagna Coraggiosa: "Non è più accettabile che ancora nel 2020 si debbano subire gravi attacchi omobitransfobici, a causa della propria identità di genere o del proprio orientamento sessuale: oggi più che mai serve una legge contro l’omobitransfobia, serve approvarla il più rapidamente possibile e senza alcun compromesso al ribasso. Queste discriminazioni sono contrarie alla Costituzione perché calpestano il valore fondamentale della dignità di ogni persona e il principio di uguaglianza e si alimentano di pregiudizi che spesso celano paura se non arretratezza culturale. Anche per questo una legge contro l’omobitransfobia, che punti anche a una robusta azione di formazione culturale, è necessaria: la violenza è un problema culturale e una responsabilità sociale. Ravenna, città di mare, porta tra Oriente e Occidente, è una città inclusiva, solidale, accogliente; non è e non potrà mai essere porto di attracco per qualsivoglia spirito discriminatorio: non è nel nostro Dna, non è nella nostra Storia e non è in qualsiasi caso accettabile. Ogni atto di discriminazione è un atto che danneggia non solo uno o più singoli, ma l’intera realtà cittadina".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova stretta in vista: a rischio chiusura ristoranti, parrucchieri e palestre

  • Sanità innovativa: in ospedale uno strumento che colpisce le cellule tumorali

  • Il premio 'Cucina dell'anno' a una locanda romagnola: "Siamo orgogliosi"

  • Coronavirus, il nuovo dpcm: piscina e palestre sotto esame. Dalle 21 possibili coprifuoco

  • Si schianta con l'Harley contro il new jersey: motociclista gravissimo

  • Quattro ristoranti ravennati premiati al 'Gran Premio internazionale della ristorazione'

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RavennaToday è in caricamento