Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Attentato a Barcellona, furgone contro folla: 13 morti. Un ravennate: "Sto bene, clima di terrore"

Matteo Carati, 38 anni di Barbiano di Cotignola, laureato in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia, vive da due anni nei pressi di Barcellona

Persone falciate come birilli. Senza pietà. Questa volta i terroristi hanno colpito in Spagna. Nel mirino è finita La Rambla di Barcellona, famosa zona turistica, frequentata da tantissimi italiani. Un furgone van ha iniziato la sua corsa omicida a Plaza de Catalunya fino alla piazza del mercato della Boqueria, a quasi 600 metri di distanza. Il bilancio della carneficina è pesantissimo: almeno tredici morti ed un'ottantina di feriti, di cui almeno una decina in gravi condizioni. La polizia di Barcellona, i Mossos d'Esquadra, confermano che "si tratta di un attentato terroristico".

Ci sarebbero due arresti, mentre altri due attentatori sarebbero in fuga. Uno degli autori dell'attacco sarebbe stato ucciso in una sparatoria con la polizia a Sant Just Desvern, una decina di chilometri a ovest di Barcellona. L'ucciso avrebbe tentato di forzare un posto di blocco. Un secondo furgone bianco collegato all'attacco a Barcellona è stato trovato nel villaggio di Vic, nei pressi della città: si ipotizza che il mezzo sia stato usato per la fuga. L'Isis ha rivendicato l'attentato attraverso la sua 'agenzia' Amaq, definendo gli attentatori "soldati dello Stato islamico". 

La testimonianza

Matteo Carati, 38 anni di Barbiano di Cotignola, laureato in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia, vive da due anni nei pressi di Barcellona, precisamente a Sitges, dove lavora per un'impresa inglese di teleoperatori col progetto Airbnb. "Sto bene - tranquillizza a RavennaToday - Ho subito avvisato i miei familiari". Matteo stava rincasando dal lavoro, apprendendo dell'attacco mentre si trovava in metrò. "Ho contattato gli amici di Barcellona per sapere se stavano bene e dov'erano. Pare che stiano bene, ma bisogna aspettare i prossimi giorni per avere informazioni più precise. Dove lavoro io siamo in almeno 400 persone".

Il clima che si respira è di terrore: "C'è tantissima paura ed inquietudine; inoltre alcune stazioni metro e del treno sono chiuse. Spostarsi è difficile". La Rambla è da sempre simbolo di allegria e spensieratezza: si tratta, spiega Matteo, di "una delle vie più turistiche in assoluto di Barcellona. In realtà è un viale alberato grande con ai lati ristoranti, alberghi e hotel. Nella parte centrale del viale c'è una zona di passeggio, dove ci sono artisti di strada che vendono quadri o fanno ritratti". Nessun blocco con guard-rail all'inizio del viale: "Non ne ho mai visti", afferma.

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