Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Atti sessuali con un undicenne: il regista patteggia la pena di due anni

Atti sessuali con un ragazzino di 11 anni: la vicenda giudiziaria del regista è giunta al termine presso il Tribunale di Ravenna con un patteggiamento a due anni di pena

Atti sessuali con un ragazzino di 11 anni: la vicenda giudiziaria di un regista, partita nell’agosto 2016, è giunta al termine presso il Tribunale di Ravenna con un patteggiamento a due anni di pena, sospesa. Il fatto secondo le accuse si è consumato in una camera d’albergo matrimoniale in cui dormivano il regista e l'undicenne, un ragazzino aspirante attore per un lungometraggio incentrato sulla vita degli adolescenti. L'uomo venne arrestato i primi giorni del 2016 dagli agenti della Squadra Mobile di Ravenna, dopo un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Angela Scorza.

L'undicenne, appassionato di recitazione, aveva colto l'occasione di un casting per conoscere il regista. Tra i due è nato un rapporto di amicizia, che si è consolidato col trascorrere dei mesi. Da qui secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva invitato il ragazzino a trascorrere una giornata in un parco di divertimento. Il regista aveva preso una camera matrimoniale in un albergo, dove si sarebbe consumato il primo approccio sessuale. Altri incontri tra il regista e l’undicenne sarebbero avvenuti invece nello studio del regista.

Al Tribunale di Ravenna la vicenda processuale si è chiusa relativamente presto, data la scelta dell'imputato di patteggiare. Con una pena concordata davanti al giudice di due anni, con pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale è quindi terminato il giudizio penale un paio di mesi fa. Ad illustrare tale scelta è stato l’avvocato della difesa Massimiliano Battagliola, in una nota  pubblicata sui giornali locali: una scelta “di tipo processuale che non manifesta nel modo più assoluto alcun significato conclusivo in senso colpevolista ma che rispecchia la precisa e unica volontà di definire in tempi rapidi le contestazioni di addebito, evitando insopportabili e gravissime ulteriori tensioni emotive, prolungate strumentalizzazioni mediatiche che coinvolgono e hanno coinvolto soggetti estranei alla vicenda”.

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