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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Aumenti Tari, i sindacati protestano: "Vogliamo equità e trasparenza"

Tra le delibere approvate un'agevolazione nei confronti delle aziende. "È una redistribuzione che favorisce le imprese a discapito della cittadinanza"

Nei giorni scorsi l'amministrazione comunale ha approvato le tariffe Tari per il 2017 e le delibere collegate, tra le quali un’agevolazione nei confronti delle utenze non domestiche rimaste vuote anche se ancora allacciate ai servizi di erogazione elettrica e idrica. Confartigianato e CNA si sono mostrate soddisfatte di questo risultato, e ora anche i sindacati fanno sentire la loro opinione.

"Non siamo stupiti della levata di scudi delle associazioni di categoria a difesa dell’operato dell’amministrazione comunale sulla vicenda “aumenti tari”. Ci stupisce, invece, che non abbiano colto il significato di quanto Cgil, Cisl e Uil intendevano stigmatizzare in relazione al contesto in cui questa scelta si colloca", commentano CGIL, CISL e UIL.

"Aldilà di questioni di metodo inerenti i rapporti intercorsi fra il Comune di Ravenna e le diverse rappresentanze sociali, le nostre considerazioni vogliono sottolineare la non condivisione di un’operazione di redistribuzione del carico dell’imposta sui rifiuti assolutamente priva di oggettive motivazioni tecniche, che favorisce le imprese a discapito della cittadinanza, che sopporta attualmente oltre il 60% dell’onere complessivo. Senza il supporto di indicatori economici e tecnico operativi che ne giustificassero la congruità, tale operazione, totalmente discrezionale, si presenta come una semplice operazione intesa ad accogliere istanze categoriali. Se le categorie economiche riflettessero meglio si accorgerebbero della pericolosità di un tale precedente. - proseguono le organizzazioni sindacali - Oltre a questo pare che le associazioni di categoria interessate, forse paghe dei risultati ottenuti, non abbiano raccolto l’esigenza da noi sollecitata, di uno specifico approfondimento sulle tematiche organizzative, economiche e gestionali, che stanno caratterizzando il sistema dei servizi di igiene ambientale".

"Da tempo abbiamo stigmatizzato la debolezza di un sistema che non è in grado di assicurare la necessaria trasparenza: ATERSIR, lo strumento regionale di garanzia e controllo sulla congruità dei costi dell’igiene ambientale, partecipato dagli enti locali, non ha le condizioni per verificare concretamente il piano economico finanziario presentato da Hera che costituisce la base di calcolo delle tariffe. Gli aumenti dei costi di gestione sono quindi assunti acriticamente. Inoltre, nonostante se ne discuta oramai dal 2014, anno di introduzione della Tari, nessuna proiezione è stata fatta sulla reale entità del conferimento di rifiuti, sia da parte delle utenze domestiche che non domestiche, per costruire un percorso di avvicinamento al sistema della “tariffa puntuale” che dovrebbe consentire una più corretta imputazione degli oneri alle diverse categorie".

Concludono poi: "Ribadiamo quindi la necessità di aprire una fase nuova di riflessione sulla gestione dei servizi di igiene ambientale, a partire dalle forme di gestione, dalla qualità del lavoro e del servizio e dalla trasparenza nel conteggio dei costi, oltre che nel riparto fra le diverse tipologie di utenza, ritenendo inutile e dannosa per l’intera collettività ogni sterile polemica basata solo su interessi di parte".

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