Autovelox, l'Unione difende la sua scelta: "Tuteliamo i cittadini più deboli"

L'Unione dei Comuni della Bassa Romagna replica alle critiche di Confartigianato.

In merito alle considerazioni espresse da Confartigianato sull'installazione di nuovi autovelox, la Giunta dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha fatto alcune precisazioni a supporto della propria decisione.

"All'atto del suo insediamento nel 2014, la giunta dell’Unione ha indicato gli obiettivi prioritari che intendeva perseguire sui temi di ordine pubblico e sicurezza. Come si legge nel Dup (documento unico di programmazione), che rappresenta l'atto amministrativo nel quale le volontà politiche vengono rese esplicite per essere poi tradotte in azioni concrete, emergono chiaramente quali siano gli obiettivi da perseguire - ha sottolineato Daniele Bassi, sindaco referente per la Sicurezza dell’Unione -; tra questi vi è la sicurezza nella sua accezione più ampia, ovvero: sicurezza urbana, collaborazione con le altre forze dell'ordine, sicurezza stradale, implementazione dei sistemi di videosorveglianza. I tempi di realizzazione degli stessi possono differire, poiché non esiste un obiettivo che sia prioritario rispetto a un altro, in ogni caso il tutto rientra nell'ambito di una programmazione da realizzarsi progressivamente”.

Lo scorso anno, per la prima volta, il Coordinamento per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto, tavolo prettamente tecnico e ristretto, su richiesta degli amministratori dell'Unione e in risposta alle istanze di imprenditori e comuni cittadini, si è riunito fuori dalla sua sede istituzionale consentendo la partecipazione a tutti gli amministratori e ai diversi attori sociali del territorio per discutere e affrontare i temi della sicurezza.

"La proficua collaborazione tra la Polizia municipale dell’Unione e le forze dell'ordine presenti su tutto il territorio è costante e continua e sotto gli occhi di tutti - prosegue Bassi -. I controlli congiunti di polizia stradale, iniziati a dicembre 2014, non hanno subito interruzioni. Il rilevamento degli incidenti stradali, in carico alla Polizia municipale, consente di liberare risorse alle forze dell'ordine dello Stato, in modo che queste possano dedicarsi esclusivamente all'ordine e alla sicurezza pubblica".

“Per quanto riguarda la videosorveglianza, l'attenzione è continua e, come tutti i nostri interlocutori sanno, si stanno attuando in alcuni Comuni nuove installazioni o il miglioramento tecnologico dell'esistente, con un investimento di rilievo in termini di risorse economiche, anche tramite il contributo di privati cittadini - ha ricordato Bassi -. Consapevoli del limite che presentano alcuni territori non raggiunti dalla tecnologia necessaria che consenta l'installazione degli apparati di videosorveglianza, e dei notevoli costi di investimento che la stessa richiede, sono in corso studi per ricorrere a soluzioni alternative e più efficaci della videosorveglianza tradizionale che, come sappiamo, risulta utile ex post solo visionando le registrazioni, per passare a un sistema che consenta invece un controllo preventivo e capillare dei territori  (per esempio varchi elettronici), a cui l'Unione sta lavorando. Amministratori e tecnici dell'Unione hanno partecipato la scorsa primavera al tavolo del coordinamento regionale sicurezza dal quale è scaturito un documento presentato alla Prefettura di Bologna per codificare un'azione e una procedura comune a livello regionale sul tema della sicurezza e della videosorveglianza che possa mettere in comunicazione i diversi territori”.

Dal marzo scorso le Polizie municipali della provincia di Ravenna, partecipano al Tavolo sulla sicurezza stradale - osservatorio sicurezza stradale, istituito presso la Prefettura.

“Il monitoraggio continuo dell'incidentalità e i dati raccolti relativi agli anni dal 2011 al 2015 hanno rilevato che una delle cause principali che determinano l'incidente stradale è dovuta alla distrazione e alla velocità - ha rimarcato Daniele Bassi -. Per tale motivo sia la Prefettura, sia la Provincia, hanno accolto le molteplici istanze pervenute dai numerosi cittadini che lamentano le alte velocità, consentendo l'installazione di box dissuasori della velocità all'interno dei centri abitati. È sbagliato pensare che costituiscano una punizione sistematica degli utenti, ma rappresenta un invito all'educazione e alla diffusione della cultura della sicurezza stradale, con il massimo senso di responsabilità”.

Il territorio della Bassa Romagna è caratterizzato da numerose frazioni densamente popolate i cui centri abitati sono attraversati da strade di collegamento importanti e interessate sia dal transito di mezzi pesanti, sia da un elevato numero di veicoli.

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“È importante evidenziare che l'utente debole della strada è continuamente all'attenzione della nostra Polizia municipale - spiega il sindaco Bassi -. Infatti abbiamo realizzato diverse campagne preventive finalizzate a sensibilizzare, per esempio, rispetto a un corretto uso dei sistemi di ritenuta e delle cinture di sicurezza, soprattutto per i bambini ancora oggi, purtroppo, trasportati sui veicoli in troppi casi in maniera scorretta e pericolosa. L'utilizzo improprio dei lampeggianti per segnalare la presenza dei controlli sulla strada e, non ultimo, l'utilizzo del telefonino alla guida per parlare e inviare messaggi rappresentano altre priorità dell'operato della Pm. La nostra azione a tutto campo si manifesta, inoltre, nel consolidamento dell'utilizzo del targa system, apparecchiatura grazie alla quale è possibile individuare immediatamente i veicoli che circolano senza revisione o assicurazione. Tutto ciò rappresenta un sistema di azioni concrete, dinamiche e qualificate con cui i Comuni dell'Unione della Bassa Romagna perseguono in modo serio e sistematico: non la vessazione dei cittadini, ma la loro sicurezza, a partire dai più indifesi”.
 

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