Cronaca

Avis Ravenna, si rinnova la dirigenza. Da gennaio già 5mila le donazioni effettuate

Lo sforzo di Avis Provinciale Ravenna nel reperire e fidelizzare nuovi donatori è continuo ed incessante ogni giorno di ogni anno

Dopo le assemblee di sezione ed i nuovi incarichi affidati a livello comunale, è arrivato anche per Avis Provinciale Ravenna il momento dell’annuale convocazione degli associati e del rinnovo dei dirigenti provinciali, ai quali vengono affidate la programmazione e la regia delle attività di Avis nella nostra provincia. Sabato alle 14, con ritrovo al Centro sociale “Il Cotogno” di Cotignola (via Pertini 2) è in programma l’assise provinciale, a cui parteciperanno i delegati delle Avis comunali, che eleggeranno il Consiglio direttivo provinciale ed il Presidente Provinciale con la sua squadra, alla guida dell’Associazione fino al 2020.

CONSIGLI DIRETTIVI - Nelle scorse settimane, nelle sezioni comunali ci sono stati avvicendamenti e conferme all’interno dei consigli direttivi che hanno assunto l’impegno per i prossimi quattro anni. Ad Alfonsine, Giovanni Piazzi è stato rieletto alla presidenza dell’Aasociazione, così come Cesare Giorgi a Bagnacavallo, Anna Maria Poli a Casola Valsenio, Ateo Preti a Conselice, Ugo Bagnara a Cotignola, Valentina Modena a Fusignano, Luciana Loreti a Lavezzola, Adolfo Zaccari a Lugo, Stefano Sangiorgi a Massa Lombarda, Luigi Rusticali a Russi, Claudio Donzelli a San Pancrazio, Mario Laghi a San Pietro in Vincoli, Enzo Venturini a Sant’Agata, Mauro Benini a Solarolo e Massimo Tamburini a Voltana. Novità, invece, a Bagnara, dove alla guida dell’associazione è andata Federica Pirazzoli, a Barbiano con Alex Ridolfi, a Brisighella con Valentino Cattani, a Castel Bolognese con Flavia Succi, a Cervia con Elena Gianesi, a Faenza con Angelo Mazzotti, a Ravenna con Mario Manini ed a Riolo Terme con Salvatore Angelino.

"I nuovi dirigenti, comunali e provinciali, assumeranno, con la guida dell’Associazione, anche l’impegno al mantenimento degli standard di sicurezza e di efficacia del Sistema Sangue di Ausl Romagna e, con esso, anche del Sistema Regionale e di quello nazionale, dal momento che una parte del sangue raccolto in provincia viene distribuito anche ad altre regioni, che non risultano autosufficienti - informa l'Avis -. In questo primo trimestre del 2017, la donazione di sangue e derivati sta confermando le buone cifre dello stesso periodo del 2016 (circa 5.000 sono state le unità raccolte in provincia, con un lieve incremento di quelle di sangue). Del resto, lo scorso anno ha segnato una prima significativa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, con 1.254 persone che si sono avvicinate per la prima volta alla donazione, tornando a far crescere la base dei donatori e, di conseguenza, le unità raccolte annualmente. Questo per effetto, soprattutto, della generosità di ragazze di età tra i 18 ed i 25 anni, sensibilizzate anche con l’attività di informazione che viene svolta tra i giovani, a partire dagli studenti, grazie ad un programma di incontri che coinvolge ogni anno quasi 200 classi. La raccolta del 2016, complessivamente, ha permesso di trasfondere 21.607 sacche ematiche in tutto il territorio, di cui quasi 10mila nell’Ospedale di Ravenna, quasi 3mila in quello di Lugo, 2.780 a Faenza e 6.115 nelle cliniche private della Provincia".

"Il 2017 si presenta con una nuova grande sfida per l’associazione, che tra qualche settimana sarà coinvolta, insieme all’intero territorio provinciale, nel programma di approvvigionamento di sangue per i pazienti talassemici della regione - prosegue l'associazione -. L’efficace programmazione della raccolta e l’efficiente sistema di chiamata alla donazione predisposti da vis ma, soprattutto, la grande fidelizzazione dei donatori della provincia, permettono di rispondere anche alle particolari esigenze di questo tipo di pazienti. Costoro (sono una trentina in tutta la regione), infatti, da un lato necessitano di ricevere trasfusioni con una frequenza elevata (fino ad una alla settimana), quindi richiedono un’elevata disponibilità di sangue che deve essere periodicamente garantita; dall’altro, in questi casi particolari, il sangue e la compatibilità tra donatore e ricevente vanno selezionati e filtrati in maniera accurata, tanto che per ogni malato occorre individuare un “ventaglio” di circa 15 donatori di sangue esattamente compatibili a cui fare riferimento nel corso dell’anno".

"Lo sforzo di Avis Provinciale Ravenna nel reperire e fidelizzare nuovi donatori è continuo ed incessante ogni giorno di ogni anno - viene rimarcato -. Per continuare a garantire gli attuali livelli di autosufficienza, non solo locale, e per rinnovare e ringiovanire la base dei donatori, occorre mantenere un incremento costante di nuovi donatori, confermando quindi il trend del 2016: una sfida che assieme si deve vincere. È, poi, anche grazie alla maturità dell’organizzazione di Avis ed alla presenza di procedure e protocolli assai rigorosi (sospensioni, verifiche del medico all’idoneità, riammissioni alla donazione), in continuo cambiamento, anche per il mutare degli scenari nazionali ed internazionali, che il Sistema Sangue italiano è oggi uno dei più sicuri, controllati ed affidabili che esistano".

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