Avvio tiepidamente positivo per i saldi estivi: 146 euro spesi a famiglia

Secondo Confcommercio Emilia-Romagna ci sono segnali positivi, seppure in un quadro ancora generalizzato di debolezza dei consumi

Sono incoraggianti i primi dati sui saldi estivi, a tre settimane dall’inizio. Secondo i dati dell’indagine di Confcommercio Emilia Romagna che ha coinvolto anche le imprese commerciali della provincia di Ravenna (raccolti dal Centro Studi Iscom Group), ci sono segnali positivi, seppure in un quadro ancora generalizzato di debolezza dei consumi. Il monitoraggio è stato realizzato su un numero significativo di imprese commerciali, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (85%).

L’indagine ha evidenziato che per il 36% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare rispetto all’anno scorso è più che raddoppiato il numero di commercianti che ha rilevato un aumento (dal 15% nel 2015 si è appunto passati al 36%) e si è dimezzato il numero di coloro che hanno segnalato una diminuzione.

L’indagine conferma che le scelte dei consumatori sono programmate e ponderate, limitando le spese allo stretto necessario (35%), con una valutazione del prezzo particolarmente attenta (36%) da parte di una clientela esigente, abituata a verificare il prezzo scontato (12% dei casi).

Le temperature del periodo hanno favorito la vendita di capi tipicamente estivi: dalle t-shirt ai costumi e ai bermuda nell’abbigliamento, ai sandali nelle calzature. Tra i prodotti di moda pantaloni larghi e zeppe. Il valore della spesa media pro-capite è leggermente diminuito per abbigliamento e calzature rispetto all’anno scorso; nel 2016 il valore della spesa media pro-capite nei punti vendita di beni per la persona è di 66 euro.

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Se si considera che il nucleo medio familiare è composto da 2,22 componenti, la spesa per famiglia è di circa 146 euro. La spesa entro i 50 euro è ulteriormente aumentata nel 2016, rispetto al 2015. È leggermente diminuita invece la spesa tra i 51 e i 100 euro e quella fra i 100 e 200 euro. Gli acquisti si sono quindi polarizzati tra quelli economici e quelli di fascia media di prezzo. In sostanza il quadro che emerge è moderatamente positivo e ciò è importante perché arriva dopo il calo delle vendite registrato nei mesi di maggio e giugno, caratterizzati da un andamento climatico sfavorevole.

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