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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Bagnacavallo

Bagnacavallo, finanziato dalla Regione un nuovo progetto dedicato al Lamone

È stato approvato dalla Regione un nuovo progetto di partecipazione promosso dal Comune di Bagnacavallo assieme all'associazione Civiltà delle Erbe Palustri e a GeoL@ab onlus

È stato approvato dalla Regione un nuovo progetto di partecipazione promosso dal Comune di Bagnacavallo assieme all'associazione Civiltà delle Erbe Palustri e a GeoL@ab onlus. Il progetto – dal titolo Lamone Bene Comune, verso un contratto di fiume: partecipazione, aggregazione, servizi e valorizzazione delle Terre del Lamone – prenderà il via venerdì 6 dicembre alle 20.30 all'Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo con un incontro pubblico di presentazione.

Lamone Bene Comune, collocatosi undicesimo in graduatoria su 67 progetti presentati per il bando 2013 della legge regionale 3/2010 sulla partecipazione, riceverà un contributo regionale di 13.500 euro. «Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento che la Regione Emilia-Romagna ha dato al nostro progetto – commentano l'assessore alla Partecipazione Giuseppina Dessy e l'assessore alle Politiche Ambientali Matteo Giacomoni. – Il contributo economico sarà fondamentale per lo svolgimento del percorso, ma ancor più significativo è l'apprezzamento dimostrato per la qualità del progetto, che unisce l'attenzione al fiume Lamone come bene comune da preservare, in continuità con il progetto Infeas appena concluso, a un nuovo slancio nel coinvolgimento delle comunità delle Terre del Lamone per l'individuazione di spazi condivisi di gestione dell'ambiente fluviale.»

L'oggetto del percorso partecipativo sarà il fiume Lamone visto non solo come ambiente naturale da salvaguardare ma anche come percorso alternativo lento e luogo di socialità sostenibile da valorizzare e condividere. Il Lamone viene perciò considerato un bene comune di cui riappropriarsi, considerandolo come una risorsa vitale, che collega non solo i paesi, ma anche il tempo, la storia, il territorio e le mutazioni del paesaggio. L’interesse è quello di riscoprire il Lamone in una veste tradizionale e al contempo rinnovata, presentandolo come corridoio naturalistico, luogo di incontro per una socialità sostenibile, argomento comune per attività e salutare luogo di divertimento.

Durante il Convegno delle Terre del Lamone tenutosi a Villanova di Bagnacavallo presso l'Ecomuseo delle Erbe Palustri l'8 e 9 giugno scorsi, all'interno del progetto Infeas, tutti gli attori coinvolti hanno dato avvio a un ragionamento che porti le comunità delle Terre del Lamone a stipulare un Contratto di fiume. Nel percorso che si va ad avviare, i partecipanti saranno chiamati a elaborare i temi da inserire in un Quaderno della vita di fiume, base da cui si partirà per stipulare poi il Contratto di fiume.

Coinvolgendo in primo luogo gli enti locali che si affacciano sul Lamone e le autorità competenti, le realtà aggregative che su di esso gravitano (Consigli di Zona, associazioni di volontariato, culturali e ambientali, attività economiche, agricole e artigianali, consorzi, Pro Loco) e aprendo il percorso ai singoli cittadini, si andrà a concordare un manuale di gestione partecipata del fiume, che diffonda informazioni e buone pratiche, per renderlo un ambiente fruibile da tutti.

All'interno del percorso troveranno spazio le tematiche della mobilità sostenibile (Percorso naturalistico ciclo-ippico-pedonale), dell'ambiente (Isole della biodiversità dove la flora spontanea viene protetta e tutelata) e della sostenibilità (Isole della sostenibilità destinate alla fruizione sociale, scolastica e sportiva svolta in completa sicurezza).

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