La 'Banda Biscotti' mette in vendita i dolci sfornati in carcere: "Così i detenuti si costruiscono un futuro"

Chi ha deciso di credere in questo progetto è "Stadera", il primo supermercato autogestito da soci della Romagna. I biscotti sono infatti in vendita nel negozio di via Veneto

"A ognuno di noi deve poter essere concessa un'altra occasione per ricominciare, perché la vita non si ferma ai reati, alle sentenze e alle punizioni". E' partendo da questo concetto che il carcere di Verbania nel 2007 ha dato vita al progetto di economia carceraria "Banda Biscotti", un laboratorio di produzione dolciaria che ogni giorno sforna dolci di varie tipologie dando un'opportunità di lavoro ai detenuti.

E chi ha deciso di credere in questo progetto è "Stadera", il primo supermercato autogestito da soci della Romagna. I biscotti sono infatti in vendita nel negozio di via Veneto. "Sono biscotti molto speciali - spiegano da Stadera - Il progetto, finora, ha offerto nuove opportunità di lavoro qualificato a più di 40 detenuti. Tutto in un'ottica di reinserimento sociale efficace. Oltre a essere squisiti e bellissimi, questi biscotti sono realizzati con materie prime bio provenienti da filiera corta piemontese e dal commercio equo e solidale".

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"Abbiamo scelto di produrre biscotti all'interno del multiforme mondo della pena perchè crediamo che un’altra penalità sia possibile - spiegano invece dal carcere di Verbania - Ogni giorno chiudiamo a chiave dietro le sbarre storie di persone che chiedono di essere ascoltate: Banda Biscotti si alimenta di queste storie "impastandole" con materie prime scelte con cura. Questa è la ragione per cui i nostri biscotti sono unici: dentro di loro c'è tutta la nostra voglia di credere e investire in un presente e un futuro migliori. Investiamo nelle persone, nel loro potenziale, nella loro voglia di riscatto e di senso. Crediamo nel potenziale dell'economia sociale e nella forza delle relazioni. Il carcere porta con sé moltitudini di storie non ascoltate: contrariamente a quanto crediamo, dentro a quei luoghi chiudiamo a chiave tante vicende di persone che semplicemente non hanno avuto accesso a possibilità concrete per vivere una vita "normale"".

Persone che faticano a trovare una loro via, persone con cui è fondamentale riallacciare una relazione: per confrontarsi, operare, progettare un futuro non ancora scritto. "Purtroppo il carcere non è uno strumento efficace - continuano da Verbania - 75 volte su cento la risposta punitiva non è in grado di generare inclusione sociale, non essendo in grado nemmeno di sfiorare le ragioni alla base di una “scelta” delinquenziale. Potremmo quasi dire che il carcere si limita a riprodurre se stesso, in un vortice di cui si fatica a vedere la fine. Ma in carcere esiste un bene in eccesso, che di regola all’esterno è molto ricercato: il tempo. Il tempo in questo ambiente gioca un ruolo determinante: se utilizzato male, contribuisce a cristallizzare identità criminali; se usato bene, può creare le premesse per un cambiamento. A noi piace credere che il lavoro, quello vero, fatto di impegno, fatica, dedizione, cura del particolare, produzione di valore, possa giocare un ruolo determinante per invertire la curva di utilità del carcere. Banda Biscotti nasce per questa ragione: offrire opportunità di lavoro qualificato a persone che vivono percorsi di esecuzione penale, vogliosi di costruirsi un futuro diverso, proiettati verso l’apprendimento di una professionalità concreta".

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