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Il bar è aperto ma mancano i clienti: la ripartenza è lontana per il caffè del tribunale

Con quasi tutte le udienze rinviate e gli ingressi contingentati l'affluenza all'interno del tribunale è molto bassa. "Facciamo incassi da 100 euro al giorno. Noi non riusciamo proprio ad andare avanti"

Settimana dopo settimana è giunto il momento della riapertura per tante attività commerciali dopo la lunga pausa causata dal Coronavirus, ma c'è chi è ancora in attesa di un momento di riscossa. E' il caso del D&D Cafe, il bar presente all'interno del tribunale di Ravenna che ha potuto riaprire le proprie porte, ma che a causa delle disposizioni anticontagio che limitano l'accesso al tribunale non riesce proprio a ripartire.

Giovanni Di Bello, che gestisce il bar insieme alla moglie dal 2013, racconta la difficile situazione della sua attività per la quale, proprio lo scorso anno, avevano rivinto l'appalto fino al 2028. "Il nostro problema è che il tribunale è come se fosse rimasto chiuso. Siamo in grave difficoltà economica e l'affitto è molto alto". Anche il D&D Cafe, come gli altri bar di Ravenna, ha potuto riprendere la propria attività rispettando le necessarie norme di sicurezza ma, diversamente dalle altre realtà, "dentro al tribunale possono entrare solo poche persone. Facciamo degli incassi da 80-100 euro al giorno - spiega Di Bello - e paghiamo un affitto di 2500 euro, ai quali si aggiungono circa 500 euro di luce al mese. Noi non riusciamo proprio ad andare avanti".

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Attualmente i gestori del bar del tribunale stanno cercando una soluzione insieme al Comune di Ravenna per venire a capo di questa condizione critica. L'affluenza delle persone nel tribunale rispetto a prima del Coronavirus è diminuita drasticamente: "Le udienze sono tutte rinviate - chiarisce Di Bello - Vengono alcuni dipendenti del tribunale, alcuni avvocati e si tengono pochissimi processi". La crisi tocca il settore tabacchi, continua il gestore: "Le vendite delle marche da bollo sono diminuite dell'80% in questo periodo".

Insomma, la crisi economica da una parte e dall'altra gli ingressi limitati dentro al tribunale hanno posto i gestori del bar fra incudine e martello, tanto che stimano una perdita di almeno il 70% degli incassi. Una situazione veramente difficile per la coppia di baristi: per ora è arrivata la sospensione del pagamento dell'affitto fino a ottobre, ma cosa accadrà in autunno?

Di Bello e la moglie gestiscono anche il bar del Liceo scientifico di Ravenna "ma lì gli affitti degli scorsi mesi sono stati annullati e ora si cerca di capire cosa fare per il prossimo periodo".  Nel frattempo i giorni passano, ma i clienti non arrivano. "Noi facciamo una gran fatica perché non c'è nessuno - prosegue il gestore del bar - Abbiamo messo i nostri due dipendenti in cassa integrazione e tutte le spese che abbiamo sostenuto finora erano fondi che avevamo messo da parte. Ma più avanti cosa faremo?".

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