Bassa Romagna: approvata l'esenzione del ticket per le violenze di genere

L'ordine del giorno presentato dal Movimento 5 stelle è stato approvato all'unanimità dalla'Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Nella seduta di mercoledì il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dal Movimento 5 Stelle, che prevede l’esenzione dei ticket sanitari per le violenze di genere. L’ordine del giorno è stato illustrato dal consigliere Stefano Gemignani.

Il documento impegna la giunta e il presidente a chiedere alla Regione Emilia-Romagna di valutare la possibilità da parte del Servizio Sanitario Regionale di garantire la gratuità di tutte le prestazioni sanitarie, non solo al momento dell’ingresso in pronto soccorso, ma anche quelle legate a tutto il percorso successivo, di sostegno e di cura, conseguente alle violenze di genere. Un ulteriore elemento contenuto nell’odg prevede di chiedere al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini un impegno formale per promuovere a livello nazionale una legislazione attuativa che tenga conto, nel Piano Sanitario Nazionale, anche dell’impatto economico delle prestazioni essenziali gratuite alle vittime di violenze di genere, inserendole nella discussione dei livelli essenziali di assistenza sulla base dei principi e del dettato della convenzione di Istanbul. 

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Il sindaco referente per le Pari opportunità dell’Unione, Paola Pula, ha condiviso le proposte dell’ordine del giorno dichiarando il sostegno del gruppo Pd. Ha poi illustrato un emendamento alla richiesta del Movimento 5 Stelle: “Sono soddisfatta dell’approvazione di questa mozione che prevede l’esenzione del ticket per le vittime di volenza, ma bisogna andare oltre e fare di più. Se infatti in caso di violenza, la prima interfaccia per le vittime è quella del pronto soccorso, dobbiamo poi garantire alle stesse donne violate dei percorsi successivi protetti e definiti. Si deve raccordare la denuncia accettata in prima battuta dal pronto soccorso con l’azione svolta dai consultori e dai distretti territoriali lungo tutto il percorso di recupero. La nostra Regione, per la parte sanitaria, prevede già protocolli di accesso al pronto soccorso differenziati e strutturati per le donne vittime di violenza, quali nessuna attesa, accoglienza in stanza separata, spazio protetto dove accogliere la donna, la necessità che eventuali accompagnatori della donna non interferiscano con la sua libertà d’espressione, una buona comunicazione e l’uso di un linguaggio semplice e comprensibile, l’attivazione di un ascolto e di un approccio non giudicante ed empatico, la protezione della privacy della donna, l’attivazione in presenza di donne migranti di mediatori culturali e linguistici, eccetera. In specifico nel nostro distretto/provincia oltre ad un accordo siglato tra Forze dell’Ordine, Sanità, Servizi Sociali e Centri Antiviolenza che disciplina i compiti e il raccordo tra diversi soggetti, è operativo un protocollo sanitario di accesso al pronto soccorso che oltre a definire i criteri di cui sopra prevede anche l’invio al consultorio specialistico per la refertazione psicologica e, se necessario l’avvio di un percorso di sostegno psicologico, gratuito, che accompagna la donna nel tempo”.

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