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Fabrizio Matteucci e la battaglia contro lo sballo: l'immagine che fece il giro d'Italia

. L'immagine dell'alcol rovesciato da un secchiello nel tombino aveva fatto il giro d'Italia. Era l'inizio della lotta allo sballo a Marina di Ravenna nell'estate 2009

Era l'estate del 2008 e Fabrizio Matteucci aveva un compito: "Fare crescere la Marina che vogliamo". L'ex primo cittadino iniziò la sua battaglia partecipando contro lo sballo nei weekend ai controlli serali della Polizia Municipale. "Credo anch'io, come è stato detto da più parti, che abbiamo imboccato la strada giusta. Ma siamo solo all'inizio", diceva. "La discontinuità che ho introdotto - teneva ad evidenziare - serve a correggere storture che, sia chiaro, sono tutt'altro che svanite d'incanto. Ma sono dotato della sufficiente tenacia e pazienza per vincere le resistenze residue e, come si è visto, a convincere chi ancora rema contro. Contemporaneamente stiamo facendo crescere la Marina che vogliamo. E' sufficiente osservare le tante splendide iniziative che gli operatori turistici stanno mettendo in campo, con il pieno sostegno della mia Amministrazione.  Naturalmente per percorrere tutta la strada che abbiamo appena imboccato ho bisogno dell'aiuto di tutti quelli che vogliono e possono darmi una mano".

"Non so se ci riusciremo - continuava Matteucci - So che io impegnerò tutto me stesso. Di una cosa invece sono sicuro. Se vinceremo questa scommessa, cioè quella di dare un colpo a tutta la cultura dello sballo e di eliminare zone franche, la Marina che vogliamo sprigionerà tutte le sue magnifiche potenzialità. Quelle di tutti i lidi e quelle di Marina. E Marina non sarà più schiacciata da situazioni insostenibili. E andrà avanti, altro che tornare indietro". Matteucci aveva preso di petto la questione. L'immagine dell'alcol rovesciato da un secchiello nel tombino aveva fatto il giro d'Italia. Era l'inizio della lotta allo sballo a Marina di Ravenna nell'estate 2009.

"Ho deciso di spendere 15 euro - disse -. Erano dedicati ad una protesta. Sono andato a Marina di Ravenna. Ho acquistato, in uno dei locali che li vendono, un secchiello pieno di alcool. L'ho gettato poi in un tombino in viale delle Nazioni. Perché? Ho guardato tante volte i ragazzi bere dai secchielli. Diventa quello il luogo condiviso del divertimento. Non per tutti certo. Ma per troppi purtroppo. E io non ci sto. E continuo a lavorare per farlo sapere a tutti. Perché prevalgano buonsenso, regole e sicurezza. Io non posso vietare i secchielli, lo sanno tutti. Ma voglio dire che non mi piacciono, che non è questa la modalità di divertimento comune che auguro ai nostri ragazzi. Lo faccio coltivando la speranza che qualcuno mi segua: smettendo di comperarli, smettendo di venderli".

Nel 2010 scriveva: "La passata stagione ha visto praticamente azzerare le chiamate al 118 per soccorrere ragazzi ubriachi. E' diminuito in modo drastico il numero dei guidatori risultati positivi alla prova dell'etilometro. E Marina è diventata più vivibile per tutti". E dopo la Notte Rosa: "Marina é ancora la capitale del divertimento per i giovani. Ma con meno sballo". Quella sfida Matteucci a modo suo l'ha portata a casa. Ha colpito nel segno, facendo rumore. Celebra l'ex sindaco il presidente dell'Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) Giordano Biserni, ricordandone la battaglia anti-alcol: "Mi dispiace molto, avevo conosciuto Fabrizio Matteucci negli incontri per la sicurezza stradale, era un ottimo sindaco e si era sempre schierato contro l’abuso dell’alcol nello sballo delle notti negli stabilimenti balneari di Ravenna".

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