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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca

Bocciato il ricorso al Tar per il magazzino ex Sir, "ma la battaglia continua"

"Il progetto, per i due consiglieri comunali, “mina dalla base la complessa struttura ingegneristica del magazzino ed il suo valore storico, testimoniale ed architettonico"

La battaglia per la tutela ed il recupero dell'ex Sir continua. Lo annunciano i due consiglieri del gruppo misto, ex M5S, Maurizio La Rosa e Francesca Santarella. Infatti è stato respinto dal Tar il ricorso per il più importante edificio del patrimonio industriale di Ravenna, il magazzino ex Sir. Nel ricorso veniva contestato il decreto di vincolo, ritenendolo lacunoso e confezionato appositamente per permettere un progetto già presentato prima della conclusione del procedimento e sostenuto, anche tramite la conferenza pubblica del 20 settembre 2012, dal Sindaco, dai tecnici e dagli assessori e dalla Soprintendenza stessa”.

Tuttavia il progetto, per i due consiglieri comunali, “mina dalla base la complessa struttura ingegneristica del magazzino ed il suo valore storico, testimoniale ed architettonico, smantellandolo completamente, facendolo attraversare da una strada e lasciando, della struttura originaria, solo i 34 esilissimi archetti di cemento (30 metri di luce, 18 metri di altezza per soli 30 cm di spessore: ci si chiede come potranno stare in piedi). A parere di chi scrive, una demolizione mascherata per far posto all’ennesimo centro commerciale ed affossare definitivamente la riqualificazione della Darsena di Ravenna attraverso la manomissione (o distruzione) irreversibile del suo edificio centrale e più importante. Esempi di riuscitissimi recuperi di edifici simili, riqualificazioni avvenute in tutta Europa delle zone portuali antiche, rilancio economico, culturale, sociale e turistico, a Ravenna non sono possibili. Ci si domanda come mai gli imprenditori e la catena commerciale che si insedierà non riescano a cogliere le potenzialità ed il ritorno economico e di immagine che un progetto di reale restauro per un edificio di quel pregio, e ormai noto in tutta Italia, potrebbe assicurare”.

Aggiungono però i due consiglieri che, nonostante la bocciatura, “leggendo bene la sentenza, però, il pronunciamento dei giudici risulta del tutto favorevole alla richiesta dei ricorrenti, ovvero la salvaguardia ed il recupero domandati a gran voce in questi anni da tanti cittadini, storici, architetti, studiosi di cultura industriale, docenti, politici, artisti, fotografi, breakers e giovani da sempre affascinati dal più pregevole e maestoso edificio della Ravenna moderna”.

Conclude la nota: “Vedremo come si pronuncerà la Soprintendenza, se appoggerà il progetto di smantellamento come fatto dalla direzione precedente oppure se farà valere le istanze di tutela e salvaguardia per la complessa struttura imposte dal Codice dei Beni culturali e ribadite anche nella sentenza. In ogni caso, cittadini e studiosi da tutta Italia continueranno a battersi in tutte le sedi e con tutti gli atti possibili affinché sia garantita la tutela del patrimonio culturale italiano ed il recupero di una zona che potrebbe diventare preziosissima per il futuro della nostra città”.

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