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Cronaca

Bocconi avvelenati, la proposta: "Fototrappole contro la diffusione"

La proposta è dell'esponente di Lista per Ravenna, Stefano Donati, dopo il recente ritrovamento di cibo potenzialmente killer per gli animali nelle aiuole dei parchi del quartiere San Giuseppe

Fototrappole contro la diffusione dei bocconi avvelenati. La proposta è dell'esponente di Lista per Ravenna, Stefano Donati, dopo il recente ritrovamento di cibo potenzialmente killer per gli animali nelle aiuole dei parchi del quartiere San Giuseppe. "Dopo i primi due gravi episodi analoghi di febbraio, questo ulteriore atto criminale dimostra come il fenomeno sia in espansione e vada combattuto con ogni mezzo - afferma Donati -. Queste azioni, rivolte contro gli animali, possono arrecare pericolo anche ai bambini che giocano nei parchi. Il grado di attenzione dei residenti della zona, ai quali va un sentito ringraziamento, è massimo e sono attualmente in corso le indagini della Polizia municipale. È quasi certo il gesto di qualcuno che agisce durante le ore notturne, ritenendosi protetto dal buio e dall’assenza di persone fuori casa".
 
Secondo l'esponente di LpRa, "per contrastare efficacemente il fenomeno, che ha assunto una preoccupante frequenza seriale in tale quartiere, ma si è verificato numerose altre volte in varie parti del territorio comunale, potrebbe essere utile l’acquisizione, da parte della Polizia municipale, di una dotazione di telecamere mobili, chiamate “fototrappole”. Si tratta di mini apparecchi mobili, solitamente usati per il monitoraggio faunistico, che non hanno bisogno di allaccio elettrico, ma funzionano con l'energia solare. Mimetizzate tra la vegetazione, sono dotate di raggi infrarossi, registrano su memoria Sd (Secure digital) e inviano le immagini via mail tramite una scheda Sim. La legislazione vigente, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) e il garante della privacy si sono già espresse favorevolmente sul loro uso, alla sola condizione che, se installate in un’area pubblica o aperta al pubblico, venga esposta nella zona interessata l’indicazione di “area videosorvegliata”. In tutti i casi, è bene che i dati registrati siano protetti, essendo il proprietario dell’impianto anche responsabile della protezione dei dati e - se non è specificato il contrario - l’unico autorizzato al trattamento delle immagini. Ciò è possibile impostando una “password” che impedisca a chiunque non autorizzato di cambiare la configurazione delle fototrappole e proteggendone l’apertura con l’utilizzo di lucchetti di sicurezza o contenitori antifurto e came lock (lucchetti a cavo antifurto)".
 

"Il Consiglio Territoriale del Centro Urbano è interessato a che si ponga fine alle azioni odiose, sistematiche e programmate, volte ad avvelenare gli animali domestici, con rischio anche per i bambini, nelle aree verdi del quartiere San Giuseppe, che ricade nel territorio di propria competenza - conclude Donati -. Chiederò quindi che faccia propria la proposta, da rivolgere all’amministrazione comunale, di acquistare allo scopo un certo numero di fototrappole, considerando peraltro modesto il loro costo in relazione al fatto che possono essere usate dalla Polizia municipale anche per contrastare altri fenomeni connessi al degrado e ai problemi di sicurezza, di cui purtroppo il Centro Urbano è tra le zone più colpite".
 

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