Imprese balneari all'asta, dai bagnini un secco 'no'

Giancarlo Cappelli, Vice Presidente nazionale SIB Sindacato Balneari Italiani, ha partecipato a Roma all’incontro durante il quale è stata affrontata la difficile situazione in cui si trovano gli stabilimenti balneari

Giancarlo Cappelli, Vice Presidente nazionale SIB Sindacato Balneari Italiani, ha partecipato a Roma, presso la Camera dei Deputati a Roma, all’incontro della delegazione SIB con gli On. Meta e Morassut, durante il quale è stata affrontata la difficile situazione in cui si trovano gli stabilimenti balneari a causa della direttiva europea Bolkestein.

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In particolare, Cappelli, insieme con il Presidente nazionale SIB Riccardo Borgo e il Segretario generale Pietro Gentili, ha insistito affinchè il Parlamento operi immediatamente per una deroga alla direttiva comunitaria a favore delle imprese balneari, al fine a) di escludere la procedura di evidenza pubblica (asta), b) di modificare sostanzialmente il recente Decreto legge del Governo (in data 30/05/129), relativo all’applicazione della Bolkestein, che non fa riferimento alcuno alla grave crisi del settore balneare.

Cappelli, inoltre, fa riferimento all’importante documento delle quattro associazioni di categoria SIB Confcommercio, FIBA Confesercenti, Assobalneari Confindustria, Coordinamento CNA Balneari inviato  sia alle massime autorità dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, Presidente del Consiglio, Ministri del Turismo e degli Affari Europei) sia ai Segretari dei principali partiti  (PDL, PD, UDC, IDV, Lega Nord). In tale documento le associazioni riaffermano che il sistema di balneazione italiano, fondato su migliaia di aziende familiari diffuse su tutto il territorio nazionale, dà lavoro ad oltre 100.000 addetti e rappresenta un fattore di vantaggio competitivo per il turismo italiano grazie alle professionalità acquisita nel corso di più generazioni.  Esso va tutelato contro ogni stravolgimento causato da normative che non ne considerano le specificità rischiano di pregiudicare l’intera offerta turistica balneare. Cappelli conferma che le associazioni sono risolute a impedire con ogni mezzo l’applicazione della direttiva europea, chiedendo alle autorità competenti di adoperarsi affinchè sia adottata un’apposita deroga alla procedura di asta pubblica, a salvaguardia delle imprese balneari.  In particolare, il Vice Presidente nazionale SIB ricorda che si tratta di applicare strumenti legislativi già predisposti, come l’articolo 2 del D.Lgs. 59/2010 ( esclusione degli stabilimenti balneari dalla Bolkestein). Al contrario, va profondamente modificata la legge 217/2011 che allo stato attuale non risulta soddisfacente. L’avvio del tavolo tecnico Governo-Regioni-Associazioni di categoria, già formalizzato, rappresenta l’occasione opportuna per intraprendere questo importante lavoro di revisione della normativa.

"E’ urgente passare dalle parole ai fatti – conclude Cappelli-  poiché il settore balneare non può sopportare più a lungo un periodo di totale incertezza che frena gli investimenti e i progetti di sviluppo. A tale proposito si resta in attesa di una imminente convocazione da parte del Ministro del Turismo Piero Gnudi per stendere di comune accordo una Legge quadro nazionale che dia indicazioni per gli anni a venire (dopo la scadenza del 31.12.2012)".
 

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