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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Cervia

Alluvione, Bonaccini: "Da soli non ce la facciamo". De Pascale: "Se necessario dovremo deviare i fiumi"

Il presidente e il sindaco di Ravenna sono intervenuti alla festa dell'Unità a Castiglione di Cervia. De Pascale sugli interventi di sicurezza idraulica: "Sarà una sfida epocale, ci servirà il coraggio dei nostri nonni"

“Ci servono risorse, da soli non ce la possiamo fare”. Così Stefano Bonaccini ieri sera, dalla Festa dell’Unità di Castiglione di Cervia, è intervenuto insieme al sindaco di Ravenna Michele De Pascale su alluvione e ricostruzione. Il presidente dell’Emilia-Romagna ha stemperato la discussione politica dei giorni antecedenti a Ferragosto: “Cerco di non litigare mai con nessuno, gli avversari politici non sono nemici. A noi non interessa a chi verranno assegnati i meriti o i demeriti della ricostruzione, ci interessa che chi ha perso tutto possa riaverlo, il teatrino sulla pelle di chi ha perso tutto sarebbe indecente”. Altrettanto chiaramente Bonaccini ha ribadito: “Ci batteremo finché non sarà arrivato fino all’ultimo euro per ricostruire la Romagna”.

Bonaccini non ha mancato di evidenziare che “Vasco Errani nel 2012 fu nominato sei giorni dopo la seconda scossa di terremoto in Emilia. Il Generale Figliuolo è stato invece indicato dal governo a fine giugno, formalmente incaricato dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 31 luglio. Tempo che è mancato a un primo lavoro che andava fatto su fiumi strade e frane”. Poi, dopo aver sottolineato che l’evento alluvionale “è tra i primi 7 eventi catastrofici mondiali dall’inizio del 2023” e dopo aver citato la Val di Susa manifestando vicinanza per quanto accaduto nei giorni scorsi, il presidente ha chiarito: “C’è chi nega i cambiamenti climatici, ma queste cose stanno succedendo settimanalmente, bisogna stare attenti”.

Quindi Bonaccini ha preso ad esempio il modello di ricostruzione dopo il terremoto in Emilia: “Con quel modello abbiamo ricostruito case, industria e parte pubblica, ripagando al 100% i danni. Il presidente Mattarella, lo dico con orgoglio, definì quella ricostruzione esemplare. Abbiamo dimostrato che lavorare insieme paga. Lo dico al governo: i sei governi precedenti hanno garantito che arrivassero tutti i 12 miliardi di euro di danni del terremoto dell’Emilia. Pretendiamo che ciò avvenga anche per la Romagna”.

Il presidente ha manifestato stima nei confronti del Generale Figliuolo: “Quando ero presidente della conferenza delle regioni e lui commissario per la pandemia ci sentivamo varie volte al giorno, e anche adesso ci sentiamo tutti i giorni. Figliuolo è un galantuomo e ne ho stima - ha rimarcato Bonaccini -, ma senza risorse non può fare tutto. Due anni fa, c’era chi da quella parte politica lo attaccava per lisciare il pelo ai no vax in vista delle elezioni e noi lo difendevamo”.

Poi ancora sui ristori: “Meloni e tutti i Ministri hanno detto che avrebbero ristorato i danni al 100%. Noi da soli non possiamo farcela, ho consegnato al governo una lista di 9 miliardi di euro danni. Come regione noi non abbiamo 9 miliardi. Quella lista di danni il governo l’ha consegnata all’Europa per chiedere accesso al fondo di solidarietà. Probabilmente l’Europa contribuirà con meno di 700 milioni di euro e il governo ha stanziato 4,5 miliardi, quindi ne servono altri 4. Abbiamo quindi bisogno di Governo ed Europa, anche perché Meloni ha definito l’Emilia-Romagna la locomotiva d’Italia. Se ci fermiamo noi si ferma anche il resto del convoglio. Chiediamo solo che il governo faccia ciò che ha promesso”.

De Pascale: "Dovremo deviare anche i fiumi se necessario, la sicurezza idraulica prima di tutto"

L’intervento del presidente Bonaccini è stato intervallato da quello del sindaco di Ravenna e presidente della provincia Michele De Pascale. “L'alluvione per questi territori è uno spartiacque, è stato un momento drammatico per cittadini e imprese, non solamente per coloro che sono stati colpiti direttamente - ha detto il primo cittadino ravennate -. La città di Ravenna ha un rischio alluvionale del 100%. Le emergenze di norma sono momenti di unità nazionale, e non momenti di scontro. Quando c’è una tragedia una comunità si unisce, abbandona le bandiere di parte e lavora fianco a fianco. La lettera della Meloni è volutamente polemica e dai contenuti surreali. Avevamo solo fatto due proposte e abbiamo chiesto di incontrarci. Il 21 maggio quando Giorgia Meloni è venuta in Romagna sono intervenuto in Prefettura e ho detto che la priorità assoluta era indennizzare famiglie e imprese. La matematica è impietosa, ad oggi nei due decreti non ci sono indennizzi per le famiglie. Il problema c’è. Secondo me gli esponenti politici locali continuano a raccontarle che evidentemente va tutto bene. Chi lei ha delegato, le sta raccontando che va tutto bene. Ma non è vero e non lo dico io, lo dicono tutti i sindaci. Va detta la verità. Abbiamo fatto due proposte: le detrazioni con bonus 110% agli alluvionati, e visto che i romagnoli sono andati a lavorare, quel miliardo stanziato per gli ammortizzatori sociali avanzato destinarlo alle famiglie che hanno perso tutto. Non sono proposte di sinistra ma di buon senso”.

Quindi il sindaco di Ravenna ha puntualizzato sulle opere: “La quantità di interventi e di opere necessarie per evitare che risucceda parte dalla collina. Se non siamo capaci di trattenere l’acqua in collina la pianura non si può salvare - ha detto il primo cittadino -. La partita inizia lì e continua prima che si arrivi alle città, dobbiamo realizzare una grande quantità di casse di espansione,  e poi dobbiamo pensare a una rete consortile di pompe e canali per svuotare i territori a valle in pochissimo tempo. Dovremo essere duri e inflessibili sugli indennizzi, e dovremo avere il coraggio di fare quello che fecero i nostri nonni. E’ una sfida epocale per ridare sicurezza ai romagnoli. Servirà una comunità coesa e motivata. Dovremo deviare i fiumi se necessario, come è stato per Ravenna quando Ronco e Montone sono stati fatti confluire nei fiumi uniti”.

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