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Bonaccini spinge per riaprire in anticipo: "Imprese, scuole e turismo pronti a ripartire"

"Le date ipotizzate dal premier le voglio considerare prudenziali". E così come si deve essere pronti a fermare tutto se qualcosa andasse storto, così si deve poter ripartire prima se le cose andranno bene con la curva dell'epidemia

"Non possiamo rassegnarci al fatto che questa stagione turistica possa essere completamente persa". L'avviso è del presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che relazionando martedì mattina in Assemblea legislativa sull'epidemia di Coronavirus ha posto l'accento sulle difficoltà del turismo, che rischia di restare immobile fino ad inizio giugno. Per questo la Regione sta varando un provvedimento per permettere intanto alle attività legate all'industria turistiche di prepararsi a riaprire i battenti, dagli stabilimenti balenari ai parchi a tema. Si tratta di permettere a queste realtà di "consentire di prepararsi alla riapertura". Per questo "siamo pronti a prendere una ordinanza in tal senso nelle prossime ore", annuncia Bonaccini in videoconferenza con i consiglieri regionali.

Pacchetto sport e cultura

Inoltre, fa sapere ancora Bonaccini in apertura di seduta, "stiamo preparando un pacchetto di risorse straordinarie su sport e cultura". Ma non cessa il pressing sul Governo perchè acceleri le ripartenze. Il governatore ha infatti colto l'occasione per lanciare un nuovo messaggio al Governo per una riapertura anticipata rispetto al timing dettato dal premier Giuseppe Conte del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi. "Attenzione a non abbandonare i settori che restano fermi. Le date ipotizzate dal premier - dice Bonaccini - le voglio considerare prudenziali". E così come si deve essere pronti a fermare tutto se qualcosa andasse storto, è il messaggio del presidente emiliano-romagnolo, così si deve poter ripartire prima se le cose andranno bene con la curva dell'epidemia. "Non abbiamo forzato la mano al governo - rivendica Bonaccini - ma chiediamo di lavorare nello stesso modo ora. Parliamo di imprese molto piccole che non possono reggere una chiusura di mesi. Servono tante risorse e tanto cervello".

Scuole

Sulla riapertura delle scuole "servono certezze. E se servono lavori, lo si dica adesso. Non ad agosto". Proprio martedì mattina, il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, hanno convocato Regioni ed enti locali per discutere della ripartenza degli istituti scolastici. Bonaccini, dal canto suo, chiede di accelerare i tempi. E mette in guardia sui problemi delle lezioni a distanza: "Dopo due mesi abbiamo capito che si tratta di un obbligo formativo. Troppe classi sono ancora non connesse e troppi bambini sono tagliati fuori".

Sul sistema educativo, avverte Bonaccini, "c'è bisogno di certezze. Se ripartono le imprese, non possono non ripartire anche i servizi. Ho scritto al ministro Azzolina per denunciare questa mancanza". Secondo Bonaccini serve un intervento per "allargare il baby-sitting" e "potenziare i centri estivi", pensando ad esempio a chi dovrà lavorare in estate perchè sta consumando le ferie in questo periodo. E proprio sui centri estivi, sottolinea il governatore, "lunedì ho parlato anche col cardinale Zuppi" per coinvolgere anche le parrocchie.

Sanità

L'Emilia-Romagna uscirà dall'emergenza covid con una dote di almeno 200 posti in terapia intensiva in più rispetto a prima, che rimarranno a disposizione anche per il futuro. Prima dell'esplosione dell'epidemia, ricorda il presidente, in regione erano a disposizione "450 posti letto in terapia intensiva. Con l'emergenza siamo a saliti a 573" e ora, col progetto di hub nazionale di terapia intensiva "che inaugureremo tra maggio e giugno in quattro citta' dell'Emilia-Romagna, ne aggiungeremo altri 146". Quindi, afferma Bonaccini, "a regime avremo strutturalmente 650 posti di terapia intensiva in Emilia-Romagna". Il governatore ci tiene poi a rimarcare ancora una volta il calo dei contagi in regione. "Un mese fa il passo dell'epidemia era il triplo rispetto ad oggi ed eravamo ancora lontani dal picco - sottolinea Bonaccini - nelle ultime due settimane invece abbiamo registrato 1.100 casi attivi in meno". In questa emergenza, rileva poi il presidente, "gli ospedali del territorio si sono rivelati cruciali e vanno potenziati. E anche i punti nascita, come avevamo detto prima dell'emergenza, torneranno anche lì dove non li avevamo più", torna a promettere Bonaccini. (fonte Agenzia Dire)

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