Boom di richieste d'iscrizione per la laurea in Cooperazione Internazionale: i primi laureati

Le caratteristiche d’eccellenza del percorso formativo hanno permesso di ottenere risultati straordinari: nel solo anno accademico 2019/2020 sono state 407 le domande di iscrizione pervenute

Si è tenuta martedì mattina a palazzo Verdi la cerimonia di proclamazione dei primi laureati del corso di laurea magistrale internazionale International Cooperation on Human Rights and Intercultural Heritage (I-Contact). Sono nove gli studenti che hanno ottenuto il titolo di laurea.

“Oggi – sottolinea Mario Neve, che ha appena passato l’incarico di coordinatore del corso di laurea ad Annalisa Furia - festeggiamo la conclusione dei primi percorsi magistrali ma anche l’esito positivo della scelta di avviare a Ravenna un triennio interamente in lingua inglese, altamente specializzante e professionalizzante, che rappresenta un unicum in Italia per il connubio tra diritti umani e patrimonio culturale che non si trova altrove si formino esperti di cooperazione allo sviluppo internazionale. I laureati in International Cooperation on Human Rights and intercultural Heritage – spiega Neve - fondono due anime, da una parte la figura dello specialista nello human rights based approach, volto alla difesa dei soggetti esclusi e marginalizzati; dall’altra l’esperto in valorizzazione del patrimonio culturale, dove ‘patrimonio culturale’ si intende come risorsa occupazionale, di crescita economica e sociale e non solo turistica”.

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Le caratteristiche d’eccellenza del percorso formativo hanno permesso di ottenere risultati straordinari: nel solo anno accademico 2019/2020 sono state 407 le domande di iscrizione pervenute; delle 113 selezionate, a oggi 67 hanno già formalizzato l’immatricolazione. La metà degli iscritti inoltre è straniera con provenienza da più di trenta diverse nazioni. La laurea magistrale internazionale, partita nel 2017 su iniziativa del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, si inserisce nella ormai consolidata tradizione formativa ravennate legata alla cooperazione e ai diritti umani. “Il legame che unisce Ravenna a Cooperazione internazionale - ha sottolineato Lanfranco Gualtieri, presidente di Fondazione Flaminia - è di lunga data: era il 2001 quando Gustavo Gozzi attivava il corso di laurea Ceom (Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo) e iniziava quel percorso, sempre sostenuto da Fondazione Flaminia, che oggi ha reso Ravenna sempre più polo formativo di alto livello in questo ambito di studi”.

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