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Cronaca

Bracconaggio e pesca di frodo: "La competenza è della Polizia Provinciale"

L’assessore all’agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, ha risposto in Aula all’interrogazione presentata da Manuela Rontini (Pd)

“La Regione Emilia-Romagna ha definito il sistema delle competenze in materia di vigilanza del settore ittico attribuendo alle Province le relative funzioni ai sensi dell’articolo 23 della Legge regionale 11/2012. Tale assetto è stato confermato anche a seguito del recente riordino istituzionale definito dalla Legge regionale 13/2015. Pertanto, le attività sono svolte dalla Polizia provinciale che, nei diversi territori, si avvale sia delle guardie volontarie ittiche sia dei raggruppamenti delle guardie ecologiche volontarie. La Polizia provinciale coordina anche le attività di formazione. A questo proposito è opportuno ricordare che a fine 2015 si è concluso a Ferrara un corso di formazione per nuove guardie ittiche, e attualmente si stanno svolgendo alcuni corsi a livello di Città metropolitana di Bologna”. L’assessore all’agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, ha risposto in Aula all’interrogazione presentata da Manuela Rontini (Pd) e da altri collegi della maggioranza, attraverso la quale si chiedeva alla Giunta “di intraprendere iniziative per sbloccare la situazione e promuovere i corsi di formazione di nuove guardie ittiche in un’ottica di contrasto alla pesca di frodo”.

“Purtroppo, a causa del passaggio delle competenze alla Regione dalle Province- ha riferito la consigliera in Aula- sembra che i volontari non possano accedere al percorso per la formazione di nuove guardie ittiche. Sono trascorsi tre mesi dall’incontro tra la Polizia provinciale, la Federazione italiana pesca sportiva ed attività subacquee (Fipsas) e il gruppo di volontari che intendono diventare guardie giurate ittiche, in questo lasso di tempo si sarebbero potute fornire ai partecipanti le conoscenze di base in materia di tutela ambientale, pronto soccorso, norme legislative sulla pesca in acque interne, poteri e responsabilità necessarie per ricoprire questo ruolo, invece ancora nulla è stato fatto”. “Il bracconaggio ittico- ha concluso Rontini- è un fenomeno manifestatosi in regione dapprima nei pressi fiume Po, e da qualche tempo anche a ridosso di altri corsi d’acqua nell’intero territorio regionale. L’intervento dell’assessore aiuta a fare chiarezza su un tema particolarmente delicato, è in atto un allarme sociale e ambientale, ingenti sono anche i danni prodotti alla nostra economia”. Gli altri sottoscrittori dell’atto sono i consiglieri Pd Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Gianni Bessi, Luca Sabattini e Stefano Caliandro.

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