Cronaca Brisighella

Raffica di furti nelle abitazioni, individuata la banda dei predoni

Villa di Brisighella svaligiata, spariti preziosi e armi da fuoco. Il basista dei malviventi era il giardiniere

Un controllo del territorio dei carabinieri, in Val Marecchia, ha permesso di individuare la banda di predoni che, tra il 2015 e il 2016, avevano messo a segno una lunga serie di furti nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna. Tutto era iniziato nell'ottobre del 2015 quando, una pattuglia dell'Arma, aveva fermato una vettura con a bordo cinque persone, 3 moldavi, 1 romeno e 1 ucraino, identificandole. La notte stessa, tuttavia, si era verificato un ingente furto di materiale elettronico presso la Cbr di San Leo, per un valore di 5mila euro, e l'attenzione degli inquirenti dell'Arma si era subito indirizzata verso quel gruppo. A cavallo tra il 2015 e il 2016, poi, si era registrata una vera e propria escalation di furti nelle abitazioni e, nel novembre di quell'anno, le cronache avevano riportato anche la feroce rapina in villa, ai danni di un imprenditore, con l'uomo e la moglie sequestrati e picchiati nella loro casa di Rivazzurra.

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Nello stesso periodo, a Rimini, erano finite nel mirino dei malviventi le auto di grossa cilindrata lasciate parcheggiate in strada e che, al mattino, venivano trovate "cannibalizzate" dai proprietari. A sparire, oltre alle ruote e ai cerchioni, anche fari e interi cruscotti. Si è  così iniziato a sospettare che si trattasse sempre della stessa banda la quale, oltretutto, non disdegnava di compiere furti anche nelle abitazioni dell'entroterra, come quello a una casa di Verucchio che aveva fruttato un bottino di 4mila euro tra contanti e preziosi, o ai negozi di biciclette da corsa, come quello alla Tecnobike Store di Rimini, che in due occasioni era stata visitata dai soliti ignoti i quali avevano asportato una trentina di biciclette di valore. La banda spaziava anche nelle province limitrofe, arrivando anche a mettere a segno alcuni colpi nel bolognese, tanto che, a Brisighella, era finita nel mirino una villa dove erano stati asportati preziosi e alcune armi da fuoco

Le indagini dei carabinieri avevano permesso di risalire fino al ricettatore, un moldavo 35enne residente a Faenza, trovato in possesso di una serie di biciclette rubate e pronte per essere caricate su un furgone diretto alla volta dell'est Europa. Si è così arrivati a definire tutti i membri della banda due dei quali, lo scorso 1 marzo, erano stati arrestati in Romania con l'accusa di essere gli autori della rapina alla villa di Rivazzurra. In quella occasione, a finire in manette erano stati un 22enne romeno e un 24enne moldavo che, attualmente, si trovano reclusi nel carcere di Rebibbia. Il proseguo delle indagini ha poi permesso di identificare gli altri 3 componenti della banda, un 33enne, un 20enne e un 32enne, tutti dell'est Europa i quali, però, al momento sono latitanti.

Secondo gli inquirenti dell'Arma, si tratta di personaggi particolarmente pericolosi e che, se messi alle strette, non hanno problemi ad usare la violenza contro le vittime. In particolare, il 24enne attualmente in carcere a Roma, era il basista del gruppo e, spacciandosi per muratore o giardiniere, avvicinava i proprietari delle abitazioni da svaligiare offrendo i suoi servigi. Con questa scusa, effettuava i sopralluoghi nelle case per poi informare i complici e mettere a segno i colpi. Secondo le ipotesi investigative, inoltre, tutta la refurtiva veniva spedita all'estero e, per evitare di essere rintracciati dai carabinieri, il gruppo utilizzava servizi di messaggistica elettronica o Skype per evitare di essere intercettati. Le ricerche dei 3 latitanti, attualmente, sono estese a tutti i paesi della Comunità Europea.

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