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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Nuova burrasca su Marinara: "Una 'cattedrale nel deserto': venga commissariata"

Veronica Verlicchi, capogruppo del gruppo La Pigna in consiglio comunale, torna a puntare i riflettori sul porto turistico di Marinara, da anni al centro di polemiche provenienti da ogni parte

"Tutti conoscono l'annosa vicenda di Marinara, ma pochi ne conoscono i retroscena": Veronica Verlicchi, capogruppo del gruppo La Pigna in consiglio comunale, torna a puntare i riflettori sul porto turistico di Marina di Ravenna, da anni al centro di polemiche provenienti da ogni parte. "Marinara aveva come obiettivo quello di accrescere il turismo per la città di Ravenna, ma oggi è una cattedrale nel deserto - prosegue il consigliere d'opposizione - Un progetto a vantaggio di pochi e a scapito di tanti".

Sono diversi i punti della convenzione stipulata tra il Comune e Seaser Spa (la ditta concessionaria di Marinara) per l’attuazione del progetto urbanistico relativo al comparto del porto turistico che, secondo Verlicchi, non sarebbero rispettati: "Ci risulta ci siano abitazioni non utilizzate a scopo turistico, come invece prevedeva l'accordo; era prevista la realizzazione di una diga foranea, ma non ve n'è traccia; il Comune di Ravenna aveva una fideussione nei confronti di Seaser: perchè questi soldi non sono stati incassati? L'accordo prevedeva anche delle penali: perchè il Comune non le ha mai richieste? Quali sono stati i controlli svolti dal Comune sulla società, posta in liquidazione nel 2017? Ma ciò che ci indigna di più è un'altra cosa: il Comune non ha mai richiesto ai diportisti di pagare l'Imu e la tassa sui rifiuti. E chi l'ha pagata? I cittadini ravennati. Parliamo di almeno due milioni di euro, soldi pubblici non incassati dal comune. Tra i diversi obblighi, inoltre, c'era anche quello di terminare i lavori entro 2500 giorni dalla data della stipula del contratto, scaduti il 30 marzo 2012: oggi di giorni ne sono passati circa 5100. In caso di inosservanza, così com'è stato, l'Autorità portuale aveva il diritto di chiedere a Seaser una penale di 100 euro al giorno, quindi circa 510mila euro: soldi che non sono mai stati richiesti. Non solo: la stessa Autorità portuale avrebbe potuto riscuotere, grazie a una fideussione di garanzia, ben cinque milioni di euro per inadempienza nella manutenzione del bene, ma non l'ha mai fatto".

"Marinara viene protetta da una bolla e nessuno può permettersi di parlarne - conclude Verlicchi - Noi vogliamo che invece se ne parli: per questo abbiamo depositato una mozione per chiedere l'istituzione di una commissione d'indagine per fare luce sul caso, affinchè finalmente qualcuno si esprima. Auspichiamo che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nomini un commissario che subentri e vada a recuperare quanto dovuto, garantendo al contempo un futuro certo al porto di Marina di Ravenna, che ora è completamente abbandonato a se stesso".

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